Dal 1970 a oggi, la Terra ha perso circa il 60% della sua fauna selvatica. Una vera e propria ecatombe, dovuta principalmente alla modifica degli habitat naturali da parte dell’uomo. E se non si agirà entro il 2020, così come sottolinea il nuovo report del WWF, si rischia di perdere ben due terzi delle specie animali esistenti.

Sono bastati 42 anni, dal 1970 al 2012, per portare all’estinzione oltre il 60% della fauna selvatica conosciuta, tra i più svariati mammiferi, gli uccelli, gli anfibi, i pesci e gli invertebrati. È questo il preoccupante risultato di uno studio condotto dal WWF e dalla Società Zoologica di Londra, per dei dati che rischiano di diventare seriamente allarmanti entro il 2010. Dalla ricerca su 14.000 animali appartenenti a 3.706 specie diverse, è emerso come i vertebrati del regno animale calino a un tasso costante del 2% annuo, per un 50% complessivo negli ultimi 40 anni. A questi ritmi, nel 2020 la Terra avrà perso due terzi di tutte le specie animali e molti scompariranno negli anni successivi, per la modifica inesorabile degli habitat.

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Con una popolazione mondiale sempre più vasta, con oltre 7 miliardi di persone, si assiste a dei processi irreversibili di depauperamento del territorio. Per assolvere alle esigenze dell’uomo, si distruggono infatti le foreste, si amplia l’estrazione mineraria, si consumano risorse per la produzione di cibo o energia. A farne le spese, soprattutto gli animali, in particolare i pesci d’acqua dolce: con l’inquinamento sempre più frequente dei corsi d’acqua naturali, infatti, si assiste alla riduzione del’81% delle presenze dal 1970 a oggi. Non solo inquinamento, però, poiché tra le cause massime dell’estinzione degli animali vi è anche il bracconaggio, ad esempio ai danni degli elefanti: ne esistono 415.000 in Africa, ben 111.000 in meno rispetto al 2006. Un problema da affrontare con solerzia, di conseguenza, così come sottolinea Marco Lambertini, direttore generale di WWF International:

La fauna selvatica sta scomparendo a un ritmo senza precedenti. Stiamo assistendo a una regressione della vita sul Pianeta, della quale siamo in parte responsabili. È un fattore di rischio importante per tutti noi. L’umanità si sta mettendo essa stessa in pericolo

28 ottobre 2016
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, venerdì 28 ottobre 2016 alle21:04 ha scritto: rispondi »

Purtroppo, se continuerà a crescere di numero, l'Umanità prima estinguerà gli animali e poi se stessa.

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