La soia grazie al suo elevato contenuto proteico è divenuta negli ultimi 50 anni una delle principali colture della filiera alimentare mondiale. Questo boom ha però innescato meccanismi di sfruttamento da parte di realtà che hanno visto in questa risorsa una miniera d’oro e ad oggi la quantità di soia prodotta con grave danno per l’ambiente supera di gran lunga quella prodotta in modo sostenibile.

Inoltre l’acquisto indiretto di soia risulterebbe difficile da controllare, basti pensare che dei 61 kg che ciascuno mediamente utilizzerebbe all’anno ben il 93% (57 kg) sono dovuti alla soia utilizzata nei mangimi degli animali da allevamento. Inserendosi all’inizio della filiera alimentare interesserebbe sia la produzione di carne e pesce che dei conseguenti derivati.

I dati derivano dal rapporto del WWF appena uscito, dal titolo “Mapping the soy supply chain in Europe”, e sono confluiti in un’infografica interattiva. Addirittura per alcuni Paesi è prevista la possibilità di contattare, tramite tweet, la catena appartenente alla grande distribuzione dalla quale ci si rifornisce di solito e chiedere che:

Assumano rapidamente l’impegno a rifornirsi esclusivamente di soia coltivata responsabilmente. Questa scelta renderebbe chiaro ai produttori in Sud America che i consumatori europei vogliono esclusivamente quella soia che non sia stata prodotta a spese della natura, dei lavoratori o delle comunità locali.

Come spiega Sandra Mulder, responsabile del gruppo di lavoro sulla soia del WWF:

Le aziende leader nella distribuzione e nella produzione lattiero-casearia stanno già dando prova del fatto che rifornirsi di soia prodotta in maniera responsabile è tanto possibile quanto praticabile.

Nella classifica del consumo di soia, per i prodotti che utilizziamo ogni giorno, al top troviamo i petti pollo con 109 gr di soia per 100 gr di prodotto, seguono le uova con 35 gr ogni 55 g quindi i tranci di salmone (59 gr ogni 100 gr), le braciole di maiale (51 gr di soia ogni 100 gr di carne) e solo dopo, gli hamburger con 46 gr per ogni 100 gr. Infine il formaggio con 5 gr di soia per 100 gr.

Queste informazioni sono state rese note in occasione della Tavola Rotonda per la Soia Responsabile (RTRS, Round Table on Responsible Soy) che si svolge a Bruxelles il 18 e 19 maggio. Durante l’evento si parlerà di soia prodotta in modo responsabile e saranno discussi gli standard stabiliti proprio dalla RTRS, che definiscono quali sono le pratiche da seguire per rientrare nel novero delle aziende che si dicono sostenibili da questo punto di vista.

A tal proposito già nel 2014 il WWF ha pubblicato la “Soy Report Card”, che fa il resoconto, per 88 aziende europee, del reale impegno profuso per promuovere una produzione responsabile di questo prodotto. La nuova edizione uscirà aggiornata nel 2016 e si spera dia un quadro in controcorrente rispetto all’attuale, in cui appare evidente come lo sforzo per rendere questo settore più sano per l’ambiente non sia al momento assolutamente sufficiente.

19 maggio 2015
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Fonte:
WWF
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