Notizie allarmanti dal progetto Previeni del Istituto Superiore Sanità: sostanze inquinanti – nello specifico interferenti endocrini – presenti nell’ambiente contaminerebbero gli esseri viventi, riducendo fertilità e salute. Addirittura, sarebbero capaci di oltrepassare la placenta, facendo sì che persino i nuovi nati – umani o animali – abbiano la loro dose iniziale di contaminazione.

Fra queste sostanze, anche alcuni composti vietati da anni, ma che non sono stati ancora del tutto smaltiti dall’ambiente: un esempio su tutti, il tossicissimo DDT.

Come ha giustamente notato Donatella Caserta, ordinario di ginecologia e ostetricia dell’Università di Roma “Sapienza”:

La contaminazione dell’ambiente è un nemico nascosto, che oltre a minacciare gli ecosistemi terrestri e marini, passa attraverso il cibo e gli oggetti che usiamo ogni giorno, con conseguenze anche gravi sulla nostra salute. Per ridurre i rischi, dobbiamo limitare la nostra esposizione a queste sostanze, attraverso stili di vita e scelte alimentari consapevoli. Ed è sempre più necessaria la realizzazione di adeguati programmi di controllo, sulla base di un sano principio di precauzione.

Lo stesso studio confermerebbe l’importanza di elementi naturali – boschi, zone incontaminate – come fonte di purificazione globale. Eva Alessi, responsabile sostenibilità del WWF Italia, ha infatti precisato:

La presenza di boschi, fasce ripariali e vegetazione acquatica migliora la capacità dell’ambiente di rispondere agli stress antropici come l’introduzione di contaminanti. La produzione di queste aree ed è quindi una risorsa positiva anche per la salute umana, capace di migliorare le condizioni di vita e aumentare il benessere. Nell’ultimo ventennio, la forte industrializzazione ha determinato una contaminazione ambientale diffusa senza precedenti. Mai come oggi, la normativa in materia di sostanze chimiche deve diventare più efficace e restrittiva, nell’ottica di salvaguardare la salute dell’uomo e dell’ambiente.

Insomma, l’inquinamento si conferma una piaga insidiosa, capace di mantenere il suo influsso negativo per decenni, danneggiando la nostra salute e la qualità della nostra vita. Starà alle amministrazioni e a tutti noi limitare i danni per il futuro.

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26 maggio 2011
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