Nel quarantesimo anniversario per la conservazione dell’orso polare, WWF lancia la campagna Last Ice Area. Un’iniziativa fondamentale e indispensabile per la salvaguardia della vita e dell’habitat del plantigrade bianco. La superficie dove vive è a rischio scioglimento, anche i 1.3 milioni di chilometri di ghiacci tra Groenlandia e Canada, non in grado di resistere ai caldi estivi.

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Ma da qualche tempo il global warming sta incidendo negativamente sulla resistenza di questo territorio, intaccando di fatto l’ultima riserva naturale per gli orsi polari. Per questo WWF ha deciso di ribattezzare l’iniziativa Last Ice Area, ovvero l’ultima zona ghiacciata.

L’associazione animalista si ripromette di creare zone protette e aree dedicate, dove gli orsi potranno vivere senza rischi di sorta. Per fare questo la campagna cerca di raccogliere donazioni e sovvenzioni, tramite il sito ufficiale, utili al progetto. Gli orsi verranno monitorati e controllati costantemente, verranno stabilite nuove strategie e avviati nuovo colloqui con i governi di tutto il mondo.

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Oltre al cambio climatico e al surriscaldamento globale, conseguenza dell’inquinamento, vi è una responsabilità da imputare alla ricerca del petrolio. La zona Artica da sempre è meta di trivellazioni e scavi, tanto che l’orso polare è entrato nella lista degli animali a rischio di estinzione. E le zone ghiacciate, solo nel 2012, sono passate da 7 a 3.41 milioni di chilometri quadrati.

Così Isabella Pratesi, direttore politiche di conservazione internazionali del Wwf Italia:

«Per l’orso polare meno ghiaccio significa meno cibo, meno cibo per i grandi vuol dire minori possibilita’ di sopravvivere per i piccoli».

26 marzo 2013
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