Nessuno di noi si aspettava certamente che il WWF appoggiasse il nucleare ed, infatti, tra le righe dell’Energy Report appena pubblicato leggiamo una secca bocciatura all’energia atomica, definita “un’alternativa estremamente costosa”. Il rapporto si concentra, però, sull’importanza capitale di una produzione energetica sicura e adeguata ai bisogni della società.

Prevedibilmente, l’invito del WWF è quello di scommettere globalmente sulle fonti rinnovabili, sbilanciandosi in previsioni ottimiste (ma non certo isolate nel panorama odierno) che vedono nel 2050 la data in cui: “tutte le esigenze mondiali di energia potrebbero essere alimentate in modo pulito, rinnovabile ed economico”. Questo comporterebbe una risparmio di almeno 4 trilioni di euro l’anno, oltre che una riduzione dell’80% della produzione di CO2.

I ragionamenti su cui questa stima si basa muovono da un’altra previsione – lo scenario WWF-Ecofys -, quella che vorrebbe, nonostante il tasso di crescita demografica globale, per quella data una richiesta energetica mondiale minore del 15% rispetto a quella attuale. Inoltre, il WWF ricorda come per circa 1,4 miliardi di persone l’energia elettrica non sia al momento disponibile: la grande sfida del futuro sarà raggiungere anche loro.

Infine, a commento di quanto detto, Stefano Leoni, presidente di WWF Italia, ha dichiarato:

“Se continuiamo a dipendere dai combustibili fossili ci troveremo davanti ad un futuro di timori crescenti per il costo dell’energia, la sicurezza dei rifornimenti e gli impatti dovuti ai cambiamenti climatici”.

Insomma, anche il WWF scende in campo per le fonti rinnovabili e contro il nucleare, valutando quest’ultimo costoso e pericoloso. Per chi fosse interessato, l’Energy Report è disponibile in download (in inglese), buona lettura.

3 febbraio 2011
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I vostri commenti
Wpae, venerdì 4 febbraio 2011 alle9:44 ha scritto: rispondi »

Non posso che trovarmi d'accordo. Chi ha già il nucleare magari potrebbe continuare ancora un po', ma iniziare ora (come si vorrebbe fare qua in Italia) con gli enormi costi connessi e le stime per l'Uranio che lo danno finito entro il 2050-2060 mi sembra una follia.

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