Non c’è solo Greenpeace a battersi per l’uscita del carbone dal piano energetico italiano. Da sempre anche le altre grandi associazioni ambientaliste, pur con mezzi mediatici meno spettacolari, fanno pressione su istituzioni ed opinione pubblica perché qualcosa cambi.

Tra di esse, una delle più agguerrite è senz’altro il WWF, che nota come la scorsa settimana il nostro Paese abbia fatto di botto notevoli passi indietro sull’argomento:

La visione di Governo e Ministero dell’Ambiente del nostro futuro energetico italiano è ancora ‘nera come il carbone’. Nell’arco di poche ore l’Italia ha incassato la sentenza del Consiglio di Stato che riapre i giochi per la riconversione a carbone della centrale termoelettrica di Porto Tolle, in provincia di Rovigo; il via libera da parte del Governo alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per la costruzione di una nuova centrale a carbone a Saline Joniche, sulle coste di Reggio Calabria; oltre che un segnale di cedimento da parte del Ministero dell’Ambiente alle pressioni dei petrolieri sulle trivellazioni con la possibile riduzione del limite di 12 miglia dalle aree marine protette.

Un affondo durissimo, che prende di petto le istituzioni inchiodandole, se vogliamo, alle loro responsabilità. Il governo sarebbe fin troppo accondiscendente con le lobby del carbone, nonostante a parole si sia detto più volte a favore di politiche più razionali e più orientate verso una riduzione della produzione di CO2. Ed il WWF, in questo senso, lancia il suo guanto di sfida:

Le istituzioni, la lobby del carbone e le società coinvolte nel progetto sappiano una cosa: il WWF continuerà insieme con le altre associazioni ambientaliste a impugnare queste decisioni anti-storiche e ancorate al passato in ogni sede.

Per chi fosse interessato, l’organizzazione ha organizzato una petizione online contro le centrali a carbone in Italia.

26 giugno 2012
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Rinaldo Sorgenti, mercoledì 27 giugno 2012 alle12:31 ha scritto: rispondi »

Ancora una volta si scrive su questo argomento in maniera superficiale e preconcetta, che lascia chiaramente intendere quanto poca sia la conoscenza tecnica, economica e strategica del tema energetico che, invece, porta a riconoscere come un'adeguata e giusta percentuale di Carbone (25/30%) sia fondamentale per la generazione elettrica nel Mondo e soprattutto in TUTTI i Paesi ricchi e sviluppati del Pianeta. Purtroppo, l'Italia produce solo il 12% dell'elettricità che consuma dal Carbone, contro una media Ue27 del 31% e mondiale del 41%!   Basterebbe infatti osservare qual'è il "Mix delle Fonti" dei Paesi del G8 e quindi compararlo a quello del tutto insostenibile italiano. A meno che non si ritenga che TUTTI i grandi Paesi avanzati siano governati da tecnici irresponsabili, ignari e superficiali, che non hanno a cuore il benessere, lo sviluppo e la salute dei propri cittadini! La risposta sono le moderne TECNOLOGIE, che consentono anche in Italia un uso opportuno di questa primaria fonte, in maniera adeguata e del tutto sostenibile.   Giusto per aiutare a fare qualche diversa ed opportuna riflessione in merito, posto qui sotto un mio precedente commento, nella speranza che possa aiutare a ..."ragionare" su cose concrete, per evitare che le solite ..."sirene ambientaliste" confondano le cose e le idee a chi non ha molta dimestichezza con questi importanti temi. L'elettricità è stato ed è il volano del benessere e dello sviluppo in tutti i Paesi che hanno potuto permettersi di avere abbondanza di elettricità prodotta in maniera affidabile, economica e quindi davvero sostenibile.   Q U O T E      IL VOLANO PER LO SVILUPPO E LA COMPETITIVITA’ DEL PAESE   di Rinaldo Sorgenti     Si tratta della questione energetica ed in particolare della generazione elettrica in Italia, particolarmente sbilanciata nei confronti del Gas Naturale, a cui occorre porre rimedio per equilibrare il "Mix delle Fonti" allo scopo di ridurre il costo del kWh (notoriamente il più elevato d'Europa) e ridurre il rischio strategico per gli approvvigionamenti energetici, a tutto vantaggio della competitività Paese.   Purtroppo, a causa dell'abituale immotivato ostracismo da parte delle lobby ambientaliste nei confronti del Carbone (la prima fonte energetica utilizzata per la produzione elettrica in tutti i Paesi più ricchi e sviluppati del pianeta, con l'eccezione della Francia che ha scelto il Nucleare), vi sono ben 4 progetti di nuovi e moderni impianti a "Carbone Pulito", tecnologicamente molto avanzati (BAT), che sono in itinere da 4-5 anni ed hanno già ottenuto l'autorizzazione V.I.A. da parte della competente Commissione ministeriale (MATTM e MiSE), i cui cantieri di realizzazione non riescono a partire a causa delle varie azioni di contrasto messe in atto dai soliti Comitati locali, spalleggiati dagli ambientalisti.   Si tratta di opere strutturali fondamentali per il ns. Paese e di commesse per le opere di costruzione pari ad oltre 6 miliardi di Euro che darebbero un grande immediato beneficio alle tante imprese nazionali del settore delle costruzioni ed al rilancio dell'occupazione in diverse aree del Paese.   I progetti riguardano:   Ø  la conversione della vecchia Centrale ad Olio Combustibile di Enel a Porto Tolle (RO) con 3 nuovi gruppi da 660 MW per un totale di 1.980 MW; Ø  la realizzazione di un nuovo gruppo da 460 MW presso la Centrale Tirreno Power di Vado Ligure (SV); Ø  la realizzazione di una nuova Centrale a Saline Joniche (RC) da parte del gruppo REPOWER-SEI con 2 gruppi da 660 MW per un totale di 1.320 MW; Ø  la realizzazione di un nuovo gruppo da 410 MW presso la Centrale E-On di Fiumesanto (SS), in sostiotuzione di due vecchi gruppi ad Olio Combustibile;   Si tratta di 4.170 MW di nuova potenza a "Carbone Pulito" particolarmente efficienti e tecnologicamente avanzati che consentirebbero di dare un significativo contributo a diversificare ed equilibrare il ns. "Mix" produttivo, riducendo la grande distanza nella generazione da Carbone che separa l'Italia dalla media della Ue27.   Oltre ai 4 progetti sopracitati, vi è anche quello che riguarda il SULCIS, dove l'Italia ha le uniche riserve di questo combustibile sul territorio nazionale che meriterebbero di essere opportunamente sfruttate, grazie alle nuove tecnologie oggi disponibili, il cui progetto è in attesa di una definizione da troppi anni e che per le sue caratteristiche innovative e tecnologicamente avanzate potrebbe rappresentare un esempio di valenza mondiale.    Come detto sopra, si tratta di oltre 6 miliardi di Euro che potrebbero subito essere messi in circolo dando un immediato significativo contributo al rilancio occupazionale ed economico, così sofferente in questa fase congiunturale e recessiva. Una risposta concreta e vincente sotto tutti gli aspetti che non può non essere sbloccata ed avviata con convinzione.   Rinaldo Sorgenti Vicepresidente ASSOCARBONI   U N Q U O T E   Chissà perchè l'Italia dovrebbe agire in maniera difforme su questo tema, pur essendo il Paese che risulta il più virtuoso, tra i grandi d'Europa e del Mondo, sia in termini di emissioni procapite di CO2 (lo sapevate?), ma anche  in termini di utilizzo delle fonti energetiche fossili per gli usi industriali.   Evidentemente c'è chi vorrebbe che il Paese venisse estromesso dal gruppo di quelli più avanzati (G8) per farlo invece retrocedere alle misere condizioni del passato non proprio molto lontano (l'inizio dello scorso secolo).   Meditate, gente, meditate.   

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