Spesso la scienza e la ricerca vanno oltre la praticità e riescono a creare gioielli della tecnologia che forse sul mercato non troveremo mai. È quello che accade ogni due anni, quando si svolge la Bridgestone World Solar Challenge, la sfida delle auto a energia solare che sembrano a onor del vero più delle astronavi che delle vere e proprie auto.

La gara è partita il 18 ottobre e si è conclusa il 25, lungo l’outback australiano, da Darwin ad Adelaide. A vincere, per la seconda volta di seguito (l’ultima volta nel 2013) è stata l’Università di Delft, che quest’anno ha gareggiato con Nuna8, l’auto solare creata dal Nuon Solar Team. Ha vinto con un tempo di 33 ore, 26 minuti e 12 secondi e una velocità di 91,7 km/h, impiegato per percorrere i 3.022 km sui quali tutti i 50 team in gara, arrivati da tutto il mondo, si sono cimentati.

Complesse le condizioni di viaggio, perché bisognava rispettare delle regole precise. Le auto erano divise in categorie da 1 e 2 posti, tutte comqunque non potevano stoccare più di 5 kWh di energia. Il resto doveva derivare dai pannelli solari montati sulla carrozzeria. L’auto ha dovuto rispettare quindi esigenze di leggerezza e di aerodinamicità.

Nuna8 è riuscita a ridurre il peso, rispetto a Nuna7, di 30 chili, mentre è stata resa areodinamica del 9% in più. La prossima edizione della World Solar Challenge si svolgerà nel 2017 e il team olandese è già il favorito come prossimo vincitore.

3 novembre 2015
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