World Energy Outlook 2018: crescono emissioni di CO2 e domanda elettricità

Il mondo dell’energia sta cambiando. Sta cambiando il modo in cui la consumiamo e il modo in cui viene prodotta oltre alla geografia dei paesi che consumano più energia nel Mondo. Il World Energy Outlook 2018 dell’Agenzia Internazionale dell’energia (AIEA), presentato ieri presso l’Auditorium Enel a Roma, offre una visione di quali potranno essere gli scenari energetici futuri e quali saranno i principali cambiamenti a cui stiamo andando incontro. In particolare c’è estrema chiarezza su alcuni aspetti chiave del presente e soprattutto del futuro energetico mondiale, ben sintetizzati da Fatih Birol, Executive Director dell’AIEA:

1) Il mercato del petrolio sta attraversando un periodo di incertezza e volatilità, lo dimostrano i repentini cambi di prezzo del barile registrati anche in questi giorni;

2) La domanda di elettricità sta crescendo a un ritmo due volte più veloce della domanda di energia. Questa esplosione della domanda è dovuta soprattutto alla digitalizzazione e alla crescita della mobilità elettrica;

3) La generazione di energia elettrica da eolico nell’Unione Europea triplicherà entro il 2040. Il vento diventerà diventerà la più grande sorgente di energia in Europa;

4) Entro il 2040 la Cina sarà la nazione con la maggior domanda di energia al mondo, seguita da Stati Uniti e India;

5) Le emissioni di CO2 sono aumentate sia nel 2017 (con un aumento dell’1,6%) che in questo 2018. Questa pericolosa tendenza potrebbe continuare se verrà perpetuata una separazione crescente tra obiettivi climatici e politiche energetiche mondiali.

Da questa sintesi si capisce come, a fronte di un dato estremamente preoccupante, cioè l’aumento delle emissioni di CO2,  vi siano degli elementi positivi come la crescita dell’eolico e quella della domanda di elettricità. Tuttavia si sbaglierebbe a vedere quest’ultimo aspetto come totalmente positivo. La domanda di elettricità infatti potrebbe venir soddisfatta ricorrendo a fonti di generazione inquinanti (centrali a carbone e a petrolio) invece di sfruttare combustibili ecologici (come il biogas o la biomassa) o fonti rinnovabili come il solare, l’eolico o l’idroelettrico.

Francesco Starace, amministratore delegato di Enel e padrone di casa per la presentazione del rapporto, ha commentato positivamente la crescita di domanda di elettricità, tuttavia ha evidenziato due possibili “pericoli” derivanti da questo aumento:

“La velocità nella decarbonizzazione della produzione di elettricità è sufficiente ad accompagnare la crescita della domanda? A questo interrogativo, al momento non abbiamo risposta. Probabilmente tra qualche World Energy Outlook lo sapremo con precisione, ma al momento è molto complesso capire se la crescita della domanda di elettricità consentirà una diminuzione o una crescita della CO2. La seconda domanda da farsi è: riusciremo a tenere in equilibrio i sistemi elettrici man mano che si inseriscono parti crescenti di energie rinnovabili nella generazione di elettricità? A questa domanda si può sicuramente dare risposta affermativa già oggi in cui si riesce agevolmente a bilanciare l’intermittenza delle rinnovabili con centrali termiche (ormai usate prevalentemente per questo) e in futuro ancora meglio grazie all’impiego di sistemi di stoccaggio dell’energia”.

Ovviamente la crescita della domanda di elettricità sarà strettamente correlata anche al successo, e alla sempre maggior diffusione, di auto elettriche, che come sappiamo, potrebbero ricevere una spinta notevole grazie agli incentivi presenti nella Manovra Finanziaria 2019 (qualora fossero approvati). Proprio riguardo alle auto a zero emissioni la strategia Enel sarà portata avanti su due fronti, come spiegato da Starace:

“Abbiamo un piano per la realizzazione di una infrastuttura di ricarica pubblica che ci porterà a mettere 28.000 punti di ricarica da qui al 2021-2022 (14.000 colonnine ndr.) . Questo piano ci costerà 250-350 milioni di euro ed è fondamentale per eliminare l’ansia di ricarica a qualsiasi acquirente di auto elettrica. A latere di questa infrastuttura pubblica contiamo di installare tanti punti di ricarica privati, tra Italia, Spagna e Romania ne installeremo circa 400.000.

L’elettrificazione sembra dunque un trend ormai consolidato ma si sbaglierebbe a vedere come scritte nella pietra le previsioni energetiche del World Energy Outlook. Come ricordato da Fatih Birol nelle conclusioni del rapporto il futuro dell’energia è quantomai aperto e il cambiamento è estremamente rapido, per questo saranno fondamentali le politiche governative che delineeranno il futuro dell’energia nel lungo periodo.

7 dicembre 2018
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