L’energia eolica è sicuramente una fonte rinnovabile irrinunciabile, ma negli ultimi tempi ha sollevato polemiche – anche illustri come quella di Vittorio Sgarbi – sull’ingombro degli impianti. Effettivamente si tratta di altissimi piloni cui alle estremità sono collegate altrettanto enormi pale, non sempre facilmente inseribili nell’ecosistema visivo di un territorio.

Per rispondere a questa problematica, che spesso porta le amministrazioni locali e nazionali a rinunciare all’eolico più per vezzo che per ragioni fondate, è stato recentemente studiato un sistema dall’ingombro ridotto ma dall’alta efficienza. Si chiama Wind Harvester ed è stato elaborato dalla Wind Power Innovation, azienda specializzata proprio nella produzione di energia da fonti rinnovabili.

Heath Evdemon, l’inventore del progetto supportato Nottingham Trent University, ha creato uno strumento capace di sfruttare i movimenti orizzontali generati dal vento, creando energia sia alle elevate che alle quasi impercettibili velocità. Mescolando leggi della fisica e tecnologia aerospaziale, il Wind Harvester sarà disponibile in diverse dimensioni, tra cui la più piccola avrà bisogno solo di 1,64 metri di larghezza e altrettanti di lunghezza e altezza per essere installata. Una soluzione strepitosa per tutte quelle località che non possono affidarsi all’eolico tradizionale o dove la politica si oppone – spesso per ben altri interessi – all’installazione degli impianti.

«Il nuovo Wind Harvester si basa sul moto alternato generato da aerodinamiche simili a quelle utilizzate sugli aerei. È virtualmente privo da rumori e può generare energia elettrica a basse velocità, così da imbattersi in minori proteste all’installazione. Opera anche a velocità più alte delle tradizionali turbine.»

In attesa di vederlo in azione, la prima installazione verrà completata nel Derbyshire nel Regno Unito, si apprende come il Wind Harvester oscilli come una sorta di altalena, mentre le turbine all’interno a loro volta ruotano per generare ulteriore energia. Le dimensioni contenute potrebbero anche renderlo una soluzione utile alle singole famiglie, grazie all’installazione indolore sui tetti delle abitazioni.

Al momento non è data sapere una data di commercializzazione e nemmeno se il Wind Harvester verrà reso disponibile al grande pubblico o solo a industria e amministrazioni locali. Bisognerà attendere la fine dei test che si condurranno proprio in Inghilterra, per cui l’appuntamento si rinnova per il termine del 2012.

26 febbraio 2012
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