Il cervello dei bambini è più sensibile alle radiazioni del Wifi. L’accesso a questa tecnologia e ai dispositivi che vi fanno ricorso dovrebbe essere limitato per il loro benessere, a sostenerlo uno studio pubblicato sul Journal of Microscopy and Ultrastructure che sta già facendo discutere gli esperti di tutto il mondo.

Le problematiche legate all’esposizione di grandi e bambini alle onde elettromagnetiche alimentano da anni un acceso dibattito, siano emesse da telefoni cellulari, smartphone o tablet. Nello studio in esame verrebbe dimostrato come il cervello dei più piccoli mostri una particolare sensibilità verso le radiazioni emesse dai dispositivi, pericolo che interesserebbe anche i feti all’interno delle donne in gravidanza.

Come si legge nel documento, pubblicato lo scorso dicembre dai ricercatori dell’Environmental Health Trust e della University of California di San Diego, entrambe negli USA:

I bambini assorbono più MWR (microwave radiation) rispetto agli adulti perché i loro tessuti cerebrali sono più assorbenti, i loro teschi più sottili e la loro taglia relativa e più piccola.

Gli MWR provenienti dai dispositivi wireless sono stati dichiarati un possibile agente cancerogeno per l’uomo. I bambini sono inoltre a maggiore rischio degli adulti quando esposti ad un qualunque agente cancerogeno.

Considerato che la latenza media di tempo tra l’esposizione e la diagnosi di tumore può durare decadi è possibile che i tumori indotti in età infantile non siano diagnosticati prima del raggiungimento dell’età adulta. Particolarmente vulnerabili alle radiazioni da microonde sono i feti.

A commento dello studio è intervenuta anche la pediatra neurologa Dr.ssa Maya Shetreat-Klein, che ha affermato:

Le donne in gravidanza meritano di sapere che le radiazioni wireless possono avere un impatto sullo sviluppo del cervello. Stiamo assistendo a un incremento dell’allerta nel numero di casi di bambini a cui sono diagnosticati disordini neurologici nell’arco dello scorso decennio e qualsiasi cosa possa aiutare a ridurre questo tasso dovrebbe essere presa in seria considerazione.

Dagli stessi autori arrivano infine alcune raccomandazioni sull’utilizzo dei dispositivi wireless, oltre a un invito a nuove e più stringenti normative da parte dei governi nazionali, così da ridurre al minimo il pericolo derivato:

  • Distanza minima dal corpo di 20 centimetri;
  • Donne in gravidanza: evitare quanto più possibile l’esposizione alle reti Wifi;
  • Vietare ai bambini l’utilizzo di giochi wireless;
  • Le donne in generale, giovani e adulte dovrebbero evitare di portare nelle tasche all’altezza del seno smartphone e altri dispositivi wireless;

14 gennaio 2015
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