West Nile: prima vittima in Veneto, 19 casi nella Regione

La febbre West Nile ha fatto la sua prima vittima in Veneto. È morto un uomo di 79 anni che dopo il contagio del virus ha avuto delle ripercussioni neurologiche. In tutto il Veneto adesso si contano complessivamente 19 casi di febbre West Nile.

La patologia si trasmette attraverso la puntura di zanzare della specie Culex. L’anziano di 79 anni morto in seguito al contagio del virus West Nile risiedeva in Provincia di Verona. La prima vittima in Italia è stato un uomo di 77 anni di Cento, in Provincia di Ferrara. L’uomo soffriva di problemi cardiorespiratori. Sulla vicenda e sull’ultimo caso di West Nile che ha portato alla morte del 79enne veronese è intervenuto Luca Coletto, assessore regionale alla Sanità, che ha specificato:

Corre l’obbligo di ricordare, per non accendere timori ingiustificati, che gli esperti indicano che un evento così grave si verifica nello 0,1% dei casi di infezione.

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Gli esperti e le autorità quindi sottolineano inutili allarmismi, che secondo il monitoraggio attivato in questi ultimi mesi non avrebbero motivo di esistere. La vigilanza è comunque in atto, perché sono state attivate soprattutto le aziende ULSS, in modo da mettere in atto anche delle opere di disinfestazione.

Anche Zeno Bisoffi, direttore del dipartimento di malattie infettive e tropicali dell’ospedale Sacro Cuore di Negrar, ha voluto schierarsi contro i timori ingiustificati:

Anche in quest’anno molto particolare, l’influenza avrà fatto probabilmente alla fine del 2018 molti più danni della West Nile, eppure non fa notizia.

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Gli esperti hanno chiarito come sia possibile proteggersi senza ansie, mettendo in atto delle semplici regole anche nella vita quotidiana. Sarebbe consigliabile utilizzare uno dei tanti repellenti disponibili sul mercato ed evitare, ad esempio, che si accumuli acqua stagnante nei sottovasi delle piante o nei giardini in generale: è proprio qui che le zanzare depongono le uova e hanno la possibilità di proliferare. Hanno poi chiarito anche che il numero dei casi comunque, nonostante i media diano piuttosto risalto alla questione, si rivela piuttosto contenuto.

2 agosto 2018
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