Un progetto innovativo quello introdotto nel reparto infantile dell’Hospital Wolfson in Florida: la possibilità di interagire via webcam con una serie di gatti, ospiti del rifugio per animali Jacksonville Humane Society. Attraverso un sistema interattivo, i bambini possono giocare a distanza con i felini, premendo alcuni pulsanti per attivare alcune attività ludiche e osservare la reazione dei felini. La società dell’Idaho che ha progettato iPet ha già installato il sistema in 10 rifugi sparsi per gli USA unendo la necessità di svago dei bambini, ospiti di reparti speciali o in isolamento, con quella di favorire le adozioni degli animali all’interno dei vari rifugi.

A sponsorizzare il tutto la Mattel Children’s Foundation, che ha stanziato un fondo di 15.000 dollari: il gioco interattivo è collegato a 151 stanze sparse per l’ospedale sfruttando il sistema GetWellNetwork. La struttura ospedaliera è nota per i suoi programmi di pet therapy, già operativi sin dal 1995, ora con l’ingresso della webcam felina lancia verso il futuro il concetto di guarigione grazie all’interazione con gli animali. Dal 2013 l’ospedale garantisce l’ingresso all’interno dello stabile di una serie di animali di affezione, con l’unico scopo di alleviare la degenza dei bambini costretti a lunghissimi soggiorni oppure in situazioni terminali.

iPet permette di controllare a distanza alcuni giochi, così da interagire e incuriosire i gatti del rifugio Jacksonville Humane Society. Grazie a questo programma la strutture legate alla webcam hanno notato un aumento delle adozioni dei suoi ospiti pari al 57%. Circa 317 rifugi sono in lista d’attesa per ricevere questo nuovissimo sistema interattivo, nonostante i costi di ricerca siano elevati la società dell’Idaho sta studiano vie alternative per realizzarlo prezzi contenuti e per maggio vuole lanciare una versione casalinga. Un programma di questo genere inserito in quasi tutti i contesti ospedalieri potrebbe rendere meno traumatizzante e deprimente la degenza, in particolari per ospiti delicati e fragili come i bambini esposti a situazioni di dolore e malattia.

13 aprile 2015
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