Con 133 voti a favore, 104 i voti contrari (Pd e Idv) e 14 astenuti, è stato approvato ieri in Senato l’emendamento proposto dal Governo alla moratoria del programma nucleare nel decreto omnibus. Di conseguenza, il programma di costruzione di centrali nucleari in Italia è stato annullato.

In realtà, la questione è molto più complessa di quanto sembri e, proprio per questo motivo, ha contribuito e continuerà a contribuire alla nascita di pareri contrastanti che non aiutano sicuramente a fornire un quadro più chiaro ai cittadini italiani.

Poco prima della votazione, il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, aveva precisato che:

L’emendamento è coerente con la moratoria e risponde alla necessità di attendere gli standard europei sull’edificazione degli impianti e di svolgere ogni sforzo scientifico di approfondimento per il nuovo nucleare europeo. Abbiamo rivisto l’impostazione sul nucleare data nel 2009 e rinviamo una decisione così importante a un chiarimento complessivo in sede Ue.

L’impressione è che quindi non si tratti di un abbandono definitivo ma di un “congelamento” in attesa che la situazione internazionale (soprattutto Fukushima) tenda a stabilizzarsi. Una cosa è però sembra abbastanza chiara: il primo obiettivo del governo è fare in modo che diminuisca l’attenzione dei cittadini nei confronti del referendum del 12 e 13 giugno nel quale, ricordiamo, i quesiti sul nucleare in Italia saranno accorpati a quelli relativi alla privatizzazione dell’acqua pubblica e al legittimo impedimento.

Tale interpretazione è stata in parte confermata dallo stesso ministro, il quale ha aggiunto:

I cittadini sarebbero stati chiamati a scegliere tra poche settimane fra un programma di fatto superato o una rinuncia definitiva sull’onda dell’emozione, assolutamente legittima, dopo l’incidente di Fukushima, senza però avere sufficienti elementi di chiarezza. Con l’emendamento vengono abrogate tutte le norme oggetto del quesito referendario.

Secca la replica del WWF, che, in una nota del presidente Stefano Leoni, ha dichiarato che analizzando attentamente la questione si può facilmente intuire come vengano abrogate solo le proposte di legge che dovevano essere oggetto del referendum.

Secondo l’associazione ambientalista, quindi, per evitare sorprese dell’ultimo momento si dovrebbe andare comunque a votare sulla questione dell’introduzione del nucleare in Italia.

21 aprile 2011
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I vostri commenti
alberto, venerdì 22 aprile 2011 alle7:23 ha scritto: rispondi »

Non avete capito che NON CI FREGATE! il 12 ed il 13 giugno ANDIAMO TUTTI A VOTARE SI PER DIRE NO a queste CENTRALI NUCLEARI TRAPASSATE E STRASUPERATE! neanche alle scuole elementari ho mai visto mezzuccini del genere: abrogare ora e fare un bel PIANO ENERGETICO NUCLEARE dopo l' estate. Ma non preoccupatevi cari loggiari e piduisti: Ci pensa la SOVRANITA' POPOLARE a decidere!

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