Vongole: proprietà e benefici

Rappresentano uno degli ingredienti cardine della cucina italiana, spesso scelte per alcuni piatti iconici della tradizione: le vongole sono consumate pressoché ovunque sullo Stivale, con un incremento notevole nel corso dell’estate. Eppure comprenderne le origini e la qualità non è sempre facile, mentre in pochi ne conoscono le reali peculiarità. Quali sono, di conseguenza, le proprietà e i benefici di questo mollusco?

Prima di cominciare, è bene specificare come le vongole non siano adatte a chi ha scelto un’alimentazione vegetariana oppure vegana, poiché di origine animale. Ancora, è sempre bene verificare a fondo la provenienza, rifornendosi solo da venditori affidabili e certificati, perché alcuni molluschi filtratori possono comportare problematiche varie alla salute se non perfettamente sani.

Vongole: origini e caratteristiche

Spaghetti con le vongole

Per vongola si intende il nome comune di alcuni molluschi bivalvi, quindi racchiusi fra due conchiglie, appartenenti alla famiglia delle Veneridae. Di piccole o medie dimensioni, e caratterizzate per una conchiglia solitamente chiara, le vongole sono dei molluschi filtratori: in altre parole, passano al setaccio le acque marine sfruttando onde e correnti, per recuperare fitoplacton e altri minuscoli organismi di cui nutrirsi.

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La più nota vongola in Italia è la cosiddetta verace, ovvero la Tapes decussatus, nota non solo per le sue qualità alimentari, ma anche per il gusto intenso. Negli ultimi anni, tuttavia, il consumo di vongola verace è stato pressoché sostituito da altre specie di origine asiatica, come la Tapes phillippinarum: quest’ultima è la vongola verace filippina, dalle proprietà simili, tuttavia di specie diversa. Sui mercati dello Stivale, e quindi negli appositi allevamenti, è stata introdotta perché più resistente alle variazioni climatiche e poiché capace di sfruttare una crescita molto più veloce.

Allevate o raccolte pressoché lungo tutte le coste italiane, con una prevalenza maggiore sull’Adriatico, le vongole rappresentano uno degli ingredienti cardine della cucina tricolore. Famosissimo, e tutt’oggi ampiamente richiesto anche ai ristoranti, è il classico piatto di spaghetti con vongole, aglio, olio e peperoncino, quest’ultimo in alcune varianti. Come tutti i molluschi filtratori, anche le vongole possono trattenere dall’acqua degli agenti patogeni pericolosi per l’uomo, in grado di determinare conseguenze spiacevoli come salmonellosi, tifo, epatite A e molte altre ancora. Per questo è sempre indicato consumarle cotte e, soprattutto, acquistarle da rivenditori certificati e tracciabili, in grado di fornire tutte le garanzie per un consumo privo di qualsiasi sorpresa.

Vongole: proprietà e benefici

Vongole e verdure

Il consumo di vongole – purché all’interno di un’alimentazione sana ed equilibrata, possibilmente basata sul modello della dieta mediterranea – può garantire alcuni benefici all’organismo. A partire dall’apporto nutrizionale: per 100 grammi di molluschi, si contano circa 11 grammi di proteine, 2.5 di carboidrati e 2.5 di grassi, a cui si aggiungono vitamine del gruppo A, B e C, nonché sali minerali come calcio, ferro, magnesio, potassio e sodio.

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Proprio sul fronte dei minerali, le vongole assicurano una perfetta ricarica di potassio, con quasi 700 grammi per un etto di prodotto, un fatto che le rende certamente un alimento energizzante. Questo minerale, infatti, è utile per le funzionalità degli organi e, in abbinato con il magnesio, per ripristinare l’efficienza muscolare soprattutto durante gli stati di stanchezza. Nel mentre, la vitamina A è un alleato contro i radicali liberi e l’invecchiamento cellulare, quindi è indicata per pelle, capelli e vista, mentre la C assicura tutte le potenzialità per il rafforzamento del sistema immunitario.

Vi sono, ovviamente, anche fattori meno entusiasmanti da tenere in considerazione. Le vongole sono infatti ricche di colesterolo, di conseguenza il consumo dovrebbe essere saltuario, nonché possono far parte degli alimenti sconsigliati ai soggetti allergici e ipersensibili, poiché le reazioni risultano mediamente frequenti. A questo si aggiunga, come già citato nel precedente paragrafo, la possibilità possano trasmettere agenti patogeni se non allevate in condizioni di perfetta salubrità.

28 luglio 2018
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