È stata lanciata una petizione via Web per salvare le volpi dalla caccia in tana. Una pratica violenta e crudele che ha ottenuto il lasciapassare da parte di molte province toscane, pronte a catturare l’animaletto da aprile a luglio. Una scelta discutibile che, per ora, ottiene il sostegno solo dalle associazioni di cacciatori locali e nazionali.

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La pratica cruenta si avvarrebbe della presenza di cani addestrati a stanare le volpi dalle loro tane e trascinarle fuori con violenza. Inoltre, da marzo in poi, è prevista la nascita di nuovi cuccioli quindi fragili e incapaci di reagire all’assalto dei cacciatori. Anche il WWF ha dato parere negativo in merito, condannando l’evento e definendola:

«Una pratica ingiustificata dal punto di vista scientifico, inaccettabile dal punto di vista etico, dannosa per la specie oggetto di prelievo e di disturbo per il resto della fauna selvatica in periodo riproduttivo. Non ci sono dati o considerazioni scientifiche in grado di giustificare piani di controllo sulla popolazione della volpe tanto in provincia di Siena, quanto in altre parti della Toscana. Il Wwf non ritiene accettabili questi abusi delle attività di controllo, i cui scopi non perseguono il riequilibrio degli ecosistemi naturali, come la normativa indicherebbe fra i principi giustificanti gli interventi, ma sono volti a favorire indirettamente, e soprattutto artificialmente, l’espandersi di popolazioni di noto interesse venatorio, o comunque di specie artificialmente reinserite in natura».

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Il WWF ha quindi defineto le iniziative:

«efferate, ingiustificate e dannose operazioni di abbattimenti di questa specie».

Per questo motivo l’associazione chiede l’annullamento dell’operazione, e del piano di abbattimento. Anche il consigliere regionale di Sel, Mauro Romanelli, in merito ha presentato un’interrogazione:

«[…]Voglio ricordare che la caccia in tana è un qualcosa di davvero crudele: si svolge utilizzando mute di cani che scavano nelle tane, trascinano via i cuccioli con i loro genitori, sbranandoli, mentre ai fuggiaschi, appena usciti allo scoperto, è riservato il fucile se non, a volte, bastonate e martellate. E il periodo autorizzato, da aprile a maggio, coincide proprio con la gravidanza, la nascita e lo svezzamento dei cuccioli di volpe. […] Ma la caccia alla volpe non è solo feroce, è anche poco intelligente: la volpe, se lasciata viva, potrebbe ridurre notevolmente gli emolumenti che le Province devono pagare ogni anno per i danni all’agricoltura provocati da fagiani e lepri. È quindi evidente che la decisione sembra derivare più dalla volontà di garantire ai cacciatori più prede possibili durante la stagione venatoria, piuttosto che per una presunta tutela dell’ecosistema o per evitare danni all’agricoltura […] Oggi ho presentato un’interrogazione in Consiglio Regionale per chiedere se la Giunta non intenda fermare tale pratica barbara e incivile e per avere i dati reali sui danni causati dalle volpi, paragonati ai danni delle loro prede naturali, fagiani e lepri».

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L’interesse suscitato dall’evento imminente ha smosso il Web e i gruppi animalisti, tra questi anche LAV che sollecita l’annullamento delle autorizzazioni con cui la Provincia di Siena ha dato il via libera.

26 marzo 2013
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Paolo Fuiano, venerdì 14 giugno 2013 alle8:39 ha scritto: rispondi »

Aboliamo subito le Province !

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