Piccola vittoria per la associazioni animaliste, scese in campo contro la caccia alla volpe. La Provincia di Siena ha deciso di posticipare di 30 giorni l’inizio della mattanza di esemplari, pressata dallo sdegno suscitato dalla pratica discutibile. Ma non vi è stato né un annullamento né una soppressione dell’evento: per ora la caccia alla volpe in tana è solo posticipata.

>>Leggi la petizione contro la caccia in tana

Soddisfazione moderata da parte di WWF, LAV ed ENPA le quali accolgono positivamente la decisione, ma spingono per una risoluzione definitiva. La scelta di rinviare non elimina la problematica legata ad una strage di volpi, ma bensì sospende il tutto solo di un mese. Come sostiene Anna Maria Betti, assessore alle risorse faunistiche della Provincia di Siena:

«Abbiamo deciso insieme alla giunta una moratoria di un mese per sgombrare il campo da questioni che non aiutano a stare sereni. […] o il legislatore mi dà una soluzione o si riparte. Da subito dopo Pasqua intanto il tavolo per le gestioni faunistiche diventerà permanente come si fa nelle situazioni di crisi: nella nostra provincia l’azienda più importante è quella dell’ambiente e del territorio. E al contrario di quello che qualcuno dice, la natura non si governa da sola. Impropriamente si dice caccia, ma si chiama contenimento alla tana. Il provvedimento si attua nelle zone di ripopolamento e cattura previste dalla legge regionale, destinate alla protezione della fauna, zone non di caccia ma sottratte alla caccia per un ripopolamento naturale, non artificiale, delle specie selvatiche di interesse faunistico venatorio ma anche conservazionistico: parliamo quindi di strumenti utili alla biodiversità e al riequilibrio della fauna autoctona, quale la piccola selvaggina stanziale da noi in forte declino».

>>Vai alla mattanza di volpi a Siena

A fermare la caccia alla volpe non sono quindi bastate le firme della petizione, sottoscritta da moltissimi cittadini. La mattanza avrà comunque luogo a partire da maggio, in aperto contrasto con le necessità di vita della volpe all’interno di un ecosistema che dovrebbe tutelarne la sopravvivenza. Come sostiene LAV questo è:

“un primo risultato positivo, ma non può bastare. […] non annulla ma rinvia l’inizio delle operazioni di abbattimento delle volpi e dei loro cuccioli in tana. Operazioni che l’assessore provinciale Betti continua a difendere sostenendone l’utilità ai fini della tutela della biodiversità. Il solo rinvio però non soddisfa le richieste dei cittadini e delle associazioni che auspicano si giunga all’annullamento definitivo di un sistema di caccia tanto crudele qual è l’intervento alla tana con i cani addestrati. Siamo convinti che la caccia alla volpe in tana sia uno dei metodi più crudeli e sanguinari inventati dai cacciatori per questo auspichiamo che non solo la provincia di Siena, ma tutte le province italiane smettano definitivamente di autorizzarla”.

29 marzo 2013
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