Tempi duri per le volpi in terra Toscana, dal primo aprile a Siena partirà la caccia in tana. Una pratica antica ma non priva di violenza e dolore, che si affianca al già fin troppo criticato appuntamento con la caccia. Gli animalisti e le associazioni sono scese in campo, per cercare di arginare questa pratica truculenta. Ribattezzata come tecnica per il contenimento e il controllo degli esuberi, in realtà potrebbe trasformarsi in una mattanza.

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Il periodo di cattura e caccia in tana coinciderebbe con il momento delicato della riproduzione e delle nascite. Quel tempo importante della vita di una volpe, quando i cuccioli in tana sono piccoli, nudi e ciechi. Una vera crudeltà che non possiede una motivazione reale, neppure quella legata alla pelliccia. Gli animalisti sono convinti che l’apertura alla caccia in tana sia una conseguenza delle abitudini alimentari della volpe, un problema per i cacciatori.

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Se durante l’inverno è solita cibarsi di frutta, bacche e carogne, in primavera ed estate è pronta per alimentarsi con insetti, rane, topi ma anche lepri e caprioli. Ovvero l’obiettivo primario dei cacciatori, i quali troverebbero sulla strada un temibile avversario. Cacciare la volpe in tana, con l’ausilio dei cani per giunta, è una scelta riconducibile a questo tipo di competizione innaturale. In particolare vista la scelta violenta della caccia, ovvero sparare agli animali selvatici e protetti ma non per reali esigenze alimentari.

Nonostante l’Ufficio Risorse Faunistiche della Provincia di Siena definisca la scelta come una ricerca di controllo delle volpi presenti sul territorio, e che il tutto sia stato recentemente legittimato da un pronunciamento del Tar a seguito di un ricorso animalista, incide prepotentemente sulla sorte di questi piccoli animali. Come affermano i gruppi animalisti:

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«La risposta non può essere lo sterminio, men che meno scatenando mute di cani da caccia contro i cuccioli di volpe ancora rintanati. Nessun parere scientifico può giustificare l’impiego di un sistema tanto crudele».

Lo stesso Andrea Cucini, responsabile della LAC di Siena, a riguardo afferma:

«La Provincia ha autorizzato la caccia in tana nelle zone di ripopolamento e cattura e nelle aziende venatorie. Ovviamente il tutto serve ad eliminare, per il solo vantaggio dei cacciatori, un predatore naturale di quelle specie animali che dovranno poi andare a centrare con i loro fucili in autunno. Alla faccia dell’equilibrio naturale, per fare questo si lasciano andare i cani all’interno delle tane, sbranando i piccoli della volpe».

22 marzo 2013
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