Le associazioni dei consumatori italiani corrono ai ripari per tutelare gli interessi degli automobilisti che hanno acquistato veicoli Volkswagen con il software illegale per aggirare gli standard sulle emissioni. Il primo a muoversi è il Codacons che ha presentato una class action contro la Volkswagen per ottenere un risarcimento.

Il colosso tedesco dovrà presentarsi in tribunale a Venezia l’11 febbraio 2016. L’associazione dei consumatori accusa la casa automobilistica di aver tradito il patto di fiducia stretto con i clienti su più fronti con politiche commerciali ingannevoli e poco trasparenti, venendo meno alle promesse fatte in sede d’acquisto e ultimo, ma non meno importante violando il diritto a un ambiente salubre di tutti i cittadini.

Secondo il Codacons gli automobilisti che hanno acquistato un veicolo compromesso hanno contribuito a loro insaputa a inquinare l’ambiente oltre i limiti consentiti. Come illustra l’associazione in una nota:

Il danno, per il singolo utente, si configura sia in termini di acquisto di un mezzo diverso da quello voluto che come pregiudizio derivante dalla circostanza di dover subire quotidianamente emissioni nocive.

Se la class action dovesse essere dichiarata ammissibile e la battaglia legale del Codacons si concludesse con una vittoria gli automobilisti potrebbero ottenere un rimborso compreso tra 10 mila e 50 mila euro.

L’associazione fa sapere che è già possibile pre-aderire alla causa legale collettiva. Alla class action contro Volkswagen possono aderire gratuitamente sia gli attuali possessori di un veicolo truccato sia i vecchi proprietari di auto diesel dotate di software civetta. Le pre-adesioni ricevute sono migliaia.

Per quanto riguarda gli azionisti la Codacons ha messo a disposizione la nomina di persona offesa da inoltrare alla Procura di Torino. Le azioni negli ultimi giorni hanno subito una pesante svalutazione crollando del 30-40%. All’azione legale possono aderire anche tutti i cittadini per via dei danni subiti dalle emissioni di gas serra respirate inconsapevolmente.

Mentre i consumatori reclamano risarcimenti e il colosso corre ai ripari con il ritiro dei veicoli coinvolti, cresce la preoccupazione degli analisti per le ripercussioni dello scandalo emissioni sul mercato italiano. Secondo il viceministro dello sviluppo economico Carlo Calenda il sistema produttivo italiano rischia di pagare un prezzo alto per il dieselgate perché il gruppo Volkswagen è un acquirente importante per la filiera nazionale. L’impatto sarà pesante soprattutto nel Nord-Ovest del Paese.

Calenda aggiunge che il caso Volkswagen arriva in un momento già critico per l’industria nazionale, provata dalla crisi economica cinese. Nel 2016 stando alle stime reali il calo del commercio internazionale potrebbe attestarsi sul 4,5%, rallentando la ripresa dell’industria italiana.

1 ottobre 2015
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I vostri commenti
luciano , lunedì 12 ottobre 2015 alle16:51 ha scritto: rispondi »

MI DISPIACE PER QUELLO CHE 'E' SUCCESSO , ORA LE NOSTRE VETTURE NON VALGONO NEMMENO LA META' PURTROPPO CHI SBAGLIA DEVE PAGARE .

andrea, venerdì 9 ottobre 2015 alle1:26 ha scritto: rispondi »

Salve, la mia vettura rientra tra quelle incriminate sul software. .. vorrei vederci chiaro e capire come potrà la mia vettura uscirne fuori...e inoltre chiedo è voglio il risarcimento sia del danno al veicolo sia della truffa che mi è stata fatta...spero in un vostro cortese aiuto...grazie

salvatore, venerdì 2 ottobre 2015 alle20:37 ha scritto: rispondi »

Vorrei vederci chiaro...e aspettiamo risarcimenti congrui .

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