I piani alti Volkswagen confermano: tra le future strategie che il colosso tedesco attuerà a medio termine ci saranno progetti da dedicare alla mobilità sostenibile e a servizi di condivisione del veicolo (car sharing).

Lo ha indicato nelle scorse ore l’amministratore delegato di Volkswagen Matthias Mueller, durante la conferenza stampa che si è svolta presso il quartier generale di Wolfsburg e nella quale, davanti a una platea di giornalisti internazionali, è stato analizzato il bilancio 2015 per VW e sono state delineate le linee guida future per il Gruppo.

Non si tratta in questo caso di una novità in senso assoluto, essendo già chiaro da diverse settimane il maxi programma di sviluppo verso la mobilità a zero emissioni, che prevede per Volkswagen la creazione di una gamma di auto elettriche da portare al debutto entro il 2020. Tuttavia, in questa occasione il CEO Mueller ha ribadito l’intenzione del Gruppo nei confronti delle nuove frontiere green per la mobilità.

Il futuro verso il quale si proietta Volkswagen, già anticipato nei mesi scorsi, conoscerà un primo punto fermo nel 2019 con l’atteso debutto della prima auto elettrica VW. Nel frattempo sarà completato lo sviluppo della inedita piattaforma MEB – Modular Electric Toolkit, pianale modulare sul quale Volkswagen allestirà progressivamente la propria intera produzione di autoveicoli elettrici, visto in veste di prototipo–laboratorio lo scorso gennaio al CES di Las Vegas quale base sulla quale è stato allestito il concept del minibus BUDD-e a trazione elettrica.

La piattaforma MEB di Volkswagen è stata sviluppata dai tecnici di Wolfsburg per garantire adeguate capacità di carico e abitabilità, grazie a uno specifico studio sugli ingombri della parte powertrain e delle batterie collocate al centro, all’interno del pianale.

Il 2016 di Volkswagen sarà, assicura Matthias Mueller, un anno di transizione: il Gruppo sta operando in maniera concreta per lasciarsi alle spalle (e non sarà facile) lo scandalo del “Dieselgate”, cioè le emissioni di ossidi di azoto manipolate durante i test di laboratorio, “esploso” all’inizio dello scorso autunno e che continua a far parlare di se in tutto il mondo.

Attualmente VW si prepara a dare il via a una campagna di richiami, che in una prima tranche riguarderà 15.000 proprietari di altrettante unità di Volkswagen Golf 2.0 Tdi BlueMotion equipaggiate con il turbodiesel della “famiglia” EA189, cioè la gamma interessata dalla manipolazione del software di controllo delle emissioni degli ossidi di azoto.

Tuttavia i vertici di Wolfsburg indicano ulteriori strade per il settore automotive di domani: non soltanto auto elettriche, ma anche servizi di mobilità “smart” a cominciare dall’utilizzo condiviso: dal car sharing al noleggio a lungo termine.

29 aprile 2016
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