È stato approvato dal Governo il nuovo decreto legislativo sulla vivisezione, ufficializzato lo scorso venerdì e firmato oggi dal Presidente della Repubblica, quindi pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Molte le novità, tra cui il recepimento di alcune delle recenti battaglie del mondo animalista, ma tante anche le polemiche.

Si parte dall’impossibilità di allevare cani, gatti e primati all’interno del territorio italiano, se destinati alla vivisezione e alla sperimentazione animale. Si tratta di una norma non da poco, perché riconosce l’unicità di questi animali – in particolare quelli d’affezione, ma anche le scimmie, data la loro vicinanza genetica all’uomo – e impedisce il ripetersi di casi come quello di Green Hill. Ovviamente il decreto non vuole limitare la sperimentazione utile alla salute dell’uomo, per questo le limitazioni riguardano la produzione e il controllo di materiale bellico, l’esercitazione per la didattica di base a eccezione dei corsi di veterinaria e altre esclusioni ancora.

Dal 1 gennaio 2017 saranno vietati gli esperimenti sugli animali che comportino un livello di dolore grave, così come anche i test su droghe, alcol, tabacco, trapianto di organi, cani e gatti randagi e animali resi orfani, purché in presenza di metodologie alternative riconosciute. Rimane però aperta la battaglia sull’articolo 13 della Legge-delega n.96 del 2013, che imporrebbe l’obbligo di anestesia per tutti gli animali sottoposti a test, norma che non pare essere recepita dal nuovo decreto. Così si è espressa LAV, la Lega Anti Vivisezione:

La battaglia degli ultimi mesi ha dimostrato che è possibile mettere in crisi il sistema di potere della vivisezione e avere, comunque, una legge nazionale che, anche se per solo alcuni aspetti, è più restrittiva della direttiva europea 2010/63. Per noi si tratta di un punto di partenza per nuove battaglie affinché, come per i test a fini cosmetici aboliti da un anno a livello europeo, si cambi effettivamente sistema di ricerca con i metodi sostitutivi già ampiamente praticati all’estero negli oltre 600 laboratori italiani autorizzati che consumano quasi 900.000 animali. […] Per il non rispetto dell’articolo 13 della Legge-delega n.96 del 2013, diffideremo il Ministero della Salute e procederemo a denunciare tutte le autorizzazioni alla sperimentazione sugli animali che non rispetteranno il dettato, portando con la Magistratura i punti incompatibili del Decreto Legislativo fino alla Corte Costituzionale.

11 marzo 2014
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Lascia un commento