La vivisezione non piace agli italiani. Ben l’86% secondo i dati diffusi dall’Eurispes si dichiarano contrari alla sperimentazione sugli animali. Un grande risultato per il movimento animalista, che da anni combatte per l’utilizzo di metodi alternativi nelle ricerche mediche e cosmetiche. Flessione invece per quanto riguarda il numero di vegetariani in Italia.

Oltre 4 italiani su 5 sono contrari alla vivisezione, appena il 12,1% la ammette, ai soli fini scientifici. Dati che assumono particolare rilevanza dopo che la prima azienda farmaceutica europea ha scelto di non ricorrere alla sperimentazione animale per i suoi test in laboratorio. Altro caso di cronaca che non manca di suscitare forti reazioni è l’ininterrotta protesta degli animalisti italiani contro il canile lager di Green Hill.

Discorso che prosegue in leggera controtendenza per quanto riguarda l’alimentazione. Secondo Eurispes, un buon numero di italiani continua a scegliere la via della dieta vegetariana, anche se in misura minore rispetto ai precedenti mesi:

Le motivazioni indicate dagli intervistati circa la scelta di diventare vegetariani o vegani – spiega l’Eurispes – attiene principalmente all’attenzione per la salute (43,2%), seguita da un forte rispetto per gli animali, contro il loro sfruttamento da parte dell’uomo (29,5%), mentre soltanto il 4,5% adduce come motivazione la tutela e il rispetto dell’ambiente. Impegno, quest’ultimo, sicuramente seguito da una buona fetta della popolazione per altre vie.


Le cause di questa flessione, sempre secondo l’istituto di ricerca statistica, possono anche non essere direttamente legate alla scelta personale, ma frutto di particolari contingenze:

Si tratta quindi di una scelta che condiziona coloro la cui posizione non è ideologicamente radicata, che può essere influenzata da altre variabili come ad esempio la crisi economica, e questo può spiegare la contrazione del dato dei vegetariani nel nostro Paese.

27 gennaio 2012
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