Mentre da Bruxelles arriva la denuncia all’Italia per non aver ancora adeguato la sua normativa sulla sperimentazione animale alle direttive europee, con multe da 150.000 al giorno, il dibattito sul ricorso agli animali in laboratorio non trova freno. Sulla stampa fa oggi capolino un’inchiesta LAV, che svelerebbe come la vivisezione sullo Stivale sia ancora lontana dall’essere un ricordo.

Quando si parla di sperimentazione animale e vivisezione, si tende a fare confusione. In un precedente intervento si sono già spiegate le differenze fra le due pratiche: a grandi linee, la prima vede il ricorso agli animali per scopo di test biologico e farmacologico, la seconda invece si caratterizza per veri e propri interventi chirurgici sugli esemplari. Secondo LAV, sarebbero 2.603.671 gli animali sottoposti a vivisezione dal 2007 al 2009, soprattutto in Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Toscana e Veneto.

609 sarebbero i laboratori che impiegano animali nelle loro ricerche, di questi nel periodo di riferimento sopracitato vi sarebbero state anche 350 procedure senza anestesia. Nel nugolo degli interventi fratture, incisioni, innesti, analisi cerebrali, trapianti di organi, stimolazioni interne con elettrodi e altro ancora. Nel documento, pubblicato lo scorso autunno e lungo circa 50 pagine, anche gli elenchi dei test con protagonisti cani e scimmie.

Come già sottolineato, questi dati si riferiscono a pratiche di vera vivisezione, mentre diverso e più esteso è il campo della sperimentazione animale. Per entrambi i frangenti, però, l’associazione animalista auspica che il decreto ora fermo al Senato non solo recepisca le restrizioni europee, ma allarghi il campo limitando altre pratiche e incentivando i metodi alternativi, come la sperimentazione in vitro o su tessuti ricostruiti in laboratorio. Il proposito solleva però i dubbi dei ricercatori a favore del ricorso agli animali a scopi di ricerca, perché le cosiddette metodologie alternative non sarebbero sufficientemente sviluppate né applicabili a tutti i campi di studio. In definitiva, il dibattito rimane acceso e un accordo fra le due opposte compagini non sembra essere atteso nell’immediato futuro.

23 gennaio 2014
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Floriana, venerdì 24 gennaio 2014 alle5:00 ha scritto: rispondi »

Speriamo che Italia smette di fare questi esperimenti brutti,tanto dolore per quelli animali.

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