Vivisezione: in Lombardia oltre 70% della sperimentazione

La vivisezione in Lombardia va oltre le tristemente note strutture di Green Hill e Harlan. La denuncia arriva dall’AIDAA, che rende noti i numeri riguardanti la sperimentazione sugli animali nel territorio lombardo: 650 mila esemplari utilizzati ogni anno per un giro d’affari che supera i 450 milioni di euro l’anno.

La vivisezione in Lombardia rappresenta una buona fetta della sperimentazione sugli animali in Italia, con ben il 70% dei maggiori stabilimenti e centri che risultano situati nella Regione del presidente Formigoni. Secondo AIDAA sono 137 i laboratori nel territorio che ricorrono ai test su cani, gatti, primati, topi e altre cavie. Da questi numeri sono poi esclusi le sedi di ricerca militari, coperte da segreto di stato.

Ospedali pubblici e privati, impianti industriali sono responsabili dell’impiego di oltre 650.000 animali ogni anno per test di natura tossicologica, chirurgica o neurologica sui cervelli di gatti e scimmie. Secondo quanto riferito da AIDAA analizzando dati regionali e ministeriali, la sperimentazione in Italia difficilmente può essere combattuta limitando l’allevamento di cavie da laboratorio: ben il 65% degli esemplari destinati alla vivisezione sarebbero di provenienza estera.

In questa direzione va la critica espressa da AIDAA alle iniziative legislative dalla Regione Lombardia, con l’associazione animalista che giudica:

Assolutamente insufficienti sia la proposta di legge 145 iscritta al consiglio regionale lombardo che punisce con una multa da 50.000 a 150.000 euro chi alleva animali destinati alla vivisezione in Lombardia, sia l’emendamento in discussione al Senato che di fatto proibisce l’allevamento di cani e gatti e primati mentre non tocca in alcun modo il diritto di sperimentare sugli animali lasciando decidere sull’utilità degli esperimenti ai singoli ricercatori all’interno dei protocolli farmacologici.

19 marzo 2012
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