L’emendamento Brambilla in materia di vivisezione è stato approvato dalla Camera. L’articolo 16 della legge comunitaria fisserà criteri e principi attuativi della direttiva europea in materia di sperimentazione sugli animali e fini scientifici. Festeggiano le associazioni animaliste che sostenevano l’emendamento come LAV, Enpa, Lega difesa del cane e Oipa, mentre si dichiara contraria all’emendamento l’AIDAA.

Molta soddisfazione espressa dalla promotrice dell’emendamento sulla vivisezione, Michela Brambilla:

Il nostro unico obiettivo è quello di abolire la sperimentazione in vivo sugli animali promuovendo il ricorso a metodi alternativi, che tra l’altro sono più sicuri per la salute umana.

Con il testo approvato questa sera – prosegue la parlamentare del Pdl – riduciamo il danno arrecato da una direttiva davvero sciagurata, che rappresenta un passo indietro anche rispetto alla legislazione nazionale vigente.

Secondo l’ex ministro del Turismo, l’approvazione dell’emendamento rappresenta un vero punto di svolta sul tema non soltanto della vivisezione, ma anche degli allevamenti di animali da laboratorio. Inevitabile in questo senso un commento sulla vicenda Green Hill:

Il divieto di allevare sul territorio nazionale cani, gatti e primati destinati alla sperimentazione – che al termine dell’iter legislativo comporterà la chiusura dello stabilimento Green Hill di Montichiari, l’unico allevamento di beagle in Italia, dal quale ogni anno partono 2500 cagnolini destinati ai laboratori di mezza Europa – è un segnale politico rilevante per l’opinione pubblica e per quella parte della comunità scientifica che ha già compiuto passi significativi verso il superamento della sperimentazione sugli animali.

Favorevole il commento della LAV dopo l’approvazione dell’articolo 16, che pur riconosce i limiti che questo emendamento inevitabilmente porta con sé:

Chi contrasta questo emendamento è chi vuole, di fatto, continuare a fare di tutto, su tutti gli animali. Questo è il migliore risultato ad oggi ottenibile dalla politica italiana – ha commentato Gianluca Felicetti, presidente della LAV – L’Italia non deve perdere il treno per una scienza sicura e senza animali.

2 febbraio 2012
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