Sette regole d’oro per vivere più a lungo. A presentarle un gruppo di ricercatori dell’Imperial College di Londra, secondo cui sarebbe sufficiente il rispetto di un tale numero di indicazioni, contenute nel decalogo del World Cancer Research Fund e dell’American Institute for Cancer Research, per garantire una sensibile riduzione della mortalità dovuta a varie tipologie di malattie.

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Il ricercatori guidati da Teresa Norat hanno studiato gli effetti che il rispetto di queste regole ha prodotto nei soggetti analizzati, circa 380.000 persone in 9 Paesi europei. Stando ai risultati il calo della mortalità negli individui che seguivano alla lettera queste indicazioni è arrivato fino al 34%. Questi i sette passi da compiere per migliorare la propria aspettativa di vita:

  1. Mantenere un peso corporeo nella norma (rispetto al genere e all’età);
  2. Attività fisica giornaliera per almeno 30 minuti;
  3. Evitare alimenti e bevande con alti contenuti di zuccheri e grassi;
  4. Consumare frutta e verdura, cereali integrali e legumi vari ogni giorno;
  5. Ridurre il consumo di bevande alcoliche limitandosi a un massimo di 2 al giorno per gli uomini e di 1 per le donne;
  6. Allattamento al seno per i neonati fino al 6° mese.

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I benefici riguardo le singole patologie appaiono evidenti, come confermano gli stessi ricercatori. La riduzione maggiore si registra in merito alle malattie respiratorie (-50%) seguite da quelle cardiovascolari (-44%) e da forme tumorali mortali (-20%). Scendendo nel particolare si nota come la specifica regola più efficace è quella del controllo del peso, che aiuta ridurre il pericolo del 22%, seguita il consumo di vegetali e cibi naturali (-21%).

Quest’ultima regola è una di quelle che più contribuisce alla riduzione del rischio tumorale (-17%), preceduta dalla riduzione del consumo di alcol (-21%) e seguita dall’allattamento al seno (-10%). Quest’ultima pratica aiuta inoltre a diminuire il pericolo di malattie cardiovascolari del 17%.

Risultati che lasciano ben sperare anche in ottica futura, quando verranno effettuate nuove verifiche su queste regole. Come sottolinea la stessa Norat:

Ora sono necessarie ulteriori ricerche in altre ampie popolazioni per confermare questi risultati.

2 maggio 2013
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