Un manifesto per indicare le regole per vivere in salute nelle città. Il decalogo del benessere urbano è stato presentato durante il primo Health City Forum, organizzato dall’Italian Barometer Diabetes Observatory Foundation insieme con l’Università degli studi di Roma Tor Vergata. Il documento è stato redatto dagli esperti di HealthCity Think Tank.

La diffusione di nuovi stili di vita all’interno delle città stanno producendo un aumento del rischio di malattie legate alla sfera del benessere fisico, derivate da cattive abitudini come l’aumento della sedentarietà e la riduzione dell’attività fisica. Come ha sottolineato Andrea Lenzi, ordinario di Endocrinologia, presidente del Consiglio Universitario Nazionale e coordinatore di HealthCity Think Tank:

Lo spostamento verso le aree urbane è caratterizzato da cambiamenti sostanziali dello stile di vita rispetto al passato: cambiano le abitudini, i lavori sono sempre più sedentari, l’attività fisica diminuisce.

Fattori sociali, questi, che rappresentano un potente volano per le cosiddette malattie della società del benessere: obesità e diabete. Ciò è sostanziato dai fatti, che vedono crescere in maniera esponenziale nel mondo il numero di persone obese o con diabete, vicino alla soglia i politiche o del mezzo miliardo, con già oggi 250 milioni di persone con diabete, due terzi del totale, vivere nelle città, secondo la IDF-International Diabetes Federation.

Ecco il decalogo “La Salute nelle città: bene comune” elaborato dalla HealthCity Think Tank:

  1. È diritto del cittadino trovarsi in una realtà che metta la sua salute al centro delle politiche urbane, consentendo “una vita sana e integrata nel proprio contesto urbano”;
  2. Aumentare il grado di consapevolezza sanitaria dei cittadini attraverso un processo di alfabetizzazione e accesso all’informazione;
  3. Inserimento dell’educazione sanitaria nei programmi scolastici, con particolare riferimento ai rischi per la salute pubblica relativi al contesto urbano;
  4. Incoraggiare la condotta di stili di vita sani all’interno dei nuclei familiari, lavorativi o nelle grandi comunità;
  5. Prevenire l’obesità promuovendo un’alimentazione sana e programmi dietetici mirati;
  6. Favorire ed estendere l’accesso a pratiche di attività fisica e motoria sia per lo sviluppo psicofisico in giovane età che in relazione all’invecchiamento attivo;
  7. Sviluppo di politiche di trasporto pubblico orientate alla sostenibilità ambientale e alla creazione di un contesto salutare per il cittadino;
  8. Promuovere l’adesione a programmi di prevenzione delle malattie croniche, trasmissibili e non trasmissibili;
  9. Inserimento della salute delle fasce più deboli tra le priorità per quanto riguarda l’inclusione del contesto sociale urbano;
  10. Creare una rete di alleanze tra Comuni, aziende sanitarie, università, aziende e professionisti per un più efficace monitoraggio e studio dei fattori che incidono sulla salute dei cittadini.

13 luglio 2016
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