Città o campagna? Ci sono pro e contro. Se da una parte abbiamo il vantaggio della comodità, dei servizi e della socialità, dall’altra abbiamo una vita senza stress, a contatto della natura. Sembra però che non siano solo questi i punti sui quali basare la nostra scelta. Uno studio realizzato dal dermatologo Wei Liu, del China Air Force General Hospital di Pechino, svela che l’inquinamento presente nelle città influisce sull’invecchiamento della pelle rendendo le donne cittadine in questo senso il 10% più vecchie rispetto alle “campagnole”.

A tal proposito sono state scelte, seguite e analizzate 200 donne tra i 30 e i 45 anni di età, con stili di vita simili e distribuite sia in territorio urbano che rurale. Si è cercata un’esposizione alla radiazione solare, e quindi ai raggi ultravioletti, che fosse paragonabile, perché si sa che anche questo è un fattore determinante per l’invecchiamento cutaneo.

Ora invece i 224 composti nocivi individuati nell’aria dallo studio contribuirebbero a creare una patina sulla pelle impedendo una corretta ossigenazione dei tessuti, danneggiando il collagene della pelle compromettendone l’elasticità e creando anche delle infiammazioni. Inoltre, se una volta si pensava che le particelle di polvere fossero troppo grandi per penetrare nei pori dell’epidermide, ora si sa che ne esistono di dimensioni al sotto di 0,1 micrometri, che possono tranquillamente essere assorbite. Se ci si pulisce il viso ogni sera in città è molto probabile che il cotone diventi di un grigio più o meno intenso.

Lo studio è stato realizzato su donne di Pechino, dove l’inquinamento dell’aria è molto elevato. In città diverse ci saranno impatti diversi, ma ciò non toglie che vivere lontano dallo smog e anche dal fumo di sigaretta faccia meglio alla salute, anche a quella della nostra pelle. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha classificato Nuova Delhi, Kabul e Il Cairo come le città più inquinate e Honolulu, Cagliari, Stoccolma e Zurigo come quelle più pulite.

È consigliabile, per chi vive in grandi poli industriali dove il traffico è intenso, allontanarsi quando si ha l’occasione per rigenerarsi e disintossicarsi.

Viene da pensare però anche che i risultati di questo studio potrebbero essere un ulteriore stimolo, più che per la produzione di nuove creme efficaci contro l’inquinamento, per una rivalutazione a scala globale dell’economia delle nostre città, dove la produzione dovrebbe tenere più conto della salute dei cittadini che in quei luoghi vivono.

11 novembre 2014
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