VIVACE reinventa lo sfruttamento dell’energia del mare

Sin da quando si è cominciato a discutere di fonti di energia rinnovabile, uno dei sogni più sfrenati degli ingegneri dell’energia verde è stato quello di poter sfruttare l’infinita potenza delle onde marine al fine di estrarne energia. Finora però i sistemi messi a punto in questo senso, perlopiù basati sulla rotazione di turbine dovuta alle correnti marine, si è mostrata non competitiva quanto altre fonti rinnovabili.

VIVACE, un sistema brevettato alla University of Michigan, pare una promessa allettante per il futuro in quanto si basa su un fenomeno conosciuto e normalmente evitato nella costruzione in acqua.

VIVACE, che sta per Vortex Induced Vibrations for Acquatic Clean Energy, si basa sull’idea di sfruttare le vibrazioni indotte dai vortici sui corpi solidi immersi in acqua, un fenomeno studiato per la prima volta da Leonardo Da Vinci. Se infatti immaginiamo un corpo cilindrico (ad esempio un pilastro) immerso in una corrente, sul versante del corpo opposto al flusso della corrente si formano dei vortici che si spostano alternativamente dall’alto al basso. Tali vortici producono quindi una notevole vibrazione del corpo, al punto da causare il crollo del ponte Narrows Bridge di Washington nel 1940. Lo stesso principio è sfruttato dai banchi di pesci per muoversi più velocemente: ogni pesce adatta il proprio corpo in modo da seguire i vortici prodotti dal pesce che si trova immediatamente d’avanti nell’attraversamento delle correnti, guadagnando così velocità.

Quello che VIVACE propone di fare dunque è porre gruppi di corpi cilindrici (specie di scale) nel mare, in modo che il movimento di questi a causa del fenomeno delle vibrazioni indotte dai vortici possa essere tradotto in energia. Quello che pare più entusiasmante di questa tecnologia è che non dipendendo da forti correnti, al contrario dei sistemi attuali, può essere largamente sfruttata e anche in profondità. Lo sviluppatore del progetto, Michael Bernitsas, assicura che pochi cilindri potrebbero sostenere una nave ancorata o un faro, mentre un binario alto due piani potrebbe rifornire di energia circa 100.000 case. Inoltre anche i costi di produzione sarebbero altamente competitivi con gli altri sistemi di produzione di energia rinnovabile. Infine il movimento lento dei cilindri non costituirebbe un problema per la fauna marina, allo stesso tempo garantendo periodi di funzionamento lunghi senza manutenzione.

Si direbbe quindi che un primo importante passo verso un più efficiente utilizzo dell’energia dei flutti sia stato compiuto, scegliendo una direzione che si svincola dalle forti mareggiate isolate solo ad alcune zone del pianeta. Come afferma lo stesso Bernitsas

Non esiste una soluzione finale ai bisogni energetici del pianeta. Tuttavia se noi potessimo sfruttare lo 0.1% dell’energia degli oceani, potremmo supportare le esigenze energetiche di 15 miliardi di persone

10 dicembre 2008
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