Il cambio di stagione è spesso vissuto come un momento, per quanto di passaggio, davvero stancante. L’organismo ha infatti bisogno di adattarsi a nuovi ritmi, dovuti dalle modifiche del clima e dell’esposizione solare, mentre le abitudini di vita si modificano repentinamente, con nuovi impegni e compiti quotidiani. In un simile contesto, è tutt’altro che raro ritrovarsi a dover fronteggiare stanchezza, svogliatezza, ansia, preoccupazione e, in alcuni casi, anche vere e proprie forme depressive. Fortunatamente, un aiuto può giungere da un corretto apporto di vitamine.

Prima di procedere, è bene sottolineare come l’apparizione di sintomi collegati alla stanchezza stagionale, si tratti a livello fisico e psicologico, debbano essere vagliati dal medico curante. Questo per escludere eventuali altre cause, nonché per intraprendere il percorso di cura più adeguato. Le informazioni di seguito riportate hanno carattere unicamente illustrativo.

Cambio di stagione: quali sono i disturbi?

L’arrivo di una nuova stagione rappresenta sempre un momento di grandi cambiamenti, sia a livello fisico che psicologico. In particolare, a ridosso con l’autunno e la primavera, è decisamente diffuso nella popolazione un vero e proprio disturbo, dovuto all’adattamento alle nuove condizioni climatiche e alle energie consumate dal corpo

A livello psicologico, esiste la definizione di una fastidiosa problematica, quella del SAD: il Disordine Affettivo Stagionale. Definito come un disturbo “a pattern stagionale”, poiché esaurisce fortunatamente i suoi effetti in poche settimane, colpisce persone che dimostrano buona salute e serenità negli altri momenti dell’anno. Si può caratterizzare con sintomi quali ansia, preoccupazione esagerata, tristezza, stanchezza, astenia, calo del desiderio sessuale, difficoltà a svegliarsi, insonnia, irritabilità, depressione e poco desiderio sociale.

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A livello fisico, invece, i cambi di stagione possono comportare una riduzione nell’equilibrio di fondamentali elementi, quali vitamine e sali minerali, dovuta alle maggiori energie consumate dall’organismo sia dalle modifiche all’alimentazione del periodo. Una corretta integrazione proprio di sali minerali e vitamine, tuttavia, potrebbe rappresentare un valido aiuto per ridurne gli effetti.

Vitamine per l’autunno

L’autunno rappresenta un momento delicato nella vita di ogni persona: dopo il benessere e il relax estivo, si riprendono i soliti ritmi lavorativi e domestici, il tutto in un clima che si fa sempre più freddo e meno assolato. È quindi importante assicurare sempre un completo apporto di vitamine, utili e ridonare energia, nonché per combattere alcuni dei fastidi tipici della stagione.

La più importante è certamente la vitamina C, alleato in prima linea per il rafforzamento del sistema immunitario. Contenuta in molta frutta e verdura, in particolare negli agrumi, è uno dei rimedi di punta per limitare fastidi quali raffreddore, tosse e mal di gola, anche per ridurne le recidive. Le vitamine del gruppo B, nel mentre, rappresentano un potente energizzante: stimolano le attività dei neurotrasmettitori, rinforzano la muscolatura, limitano fenomeni quali stress, ansia e depressione. A queste si aggiunge la vitamina E, un irrinunciabile compagno di benessere, grazie al suo potere antiossidante: contrasta infatti l’invecchiamento cellulare, limita l’azione dei radicali liberi, rende pelle e capelli più sani e, fatto non da poco, stimola la risposta del sistema immunitario.

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Un discorso a sé lo merita la vitamina D, essenziale per il benessere delle ossa, per la riduzione della stanchezza e per l’equilibrio mentale. Oltre che con l’alimentazione, il fisico produce questo prezioso elemento con l’esposizione solare. È quindi importante, anche durante il freddo autunno, concedersi almeno dieci minuti giornalieri all’aperto, ad esempio con una passeggiata al parco o un momento di relax in terrazza. Ancora, utile è rimanere in stanze esposte a sud, quelle maggiormente irrorate dal sole per gran parte della giornata.

Alle vitamine si aggiunge naturalmente anche un corretto apporto di sali minerali, quali potassio e magnesio per la forza fisica e mentale, calcio e ferro per le ossa, fosforo per le funzionalità cerebrali e molti altri ancora. Numerose sono le fonti alimentari: spazio a tutte le verdure invernali, dal cavolfiore ai cavoletti di Bruxelles, passando per la lattuga iceberg e il radicchio, ma anche zucca, zucchine, finocchio, rape, barbabietole e molte altre ancora. Per la frutta, invece, kiwi, agrumi, cachi e tutta la frutta secca, dalle noci alle mandorle.

Vitamine per la primavera

La primavera è certamente una stagione particolare nella vita di tutti: è uno dei periodi dell’anno, infatti, che comportano la maggiore spossatezza e la difficoltà ad adattarsi al nuovo clima. All’aumentare della temperatura crescono anche le richieste del corpo, sia in termini di macronutrienti che di micronutrienti.

Sul fronte delle vitamine, in questa stagione è del tutto essenziale un buon apporto di vitamina A: quest’ultima è necessaria per stimolare le naturali difese dell’organismo all’azione del sole, proteggendo pelle, capelli e unghie, stimolando la produzione di melanina e aiutando la regolazione dei normali cicli di sonno e veglia. Segue quindi la classica vitamina C, dall’effetto stimolante sul sistema immunitario e di sicuro aiuto anche per affrontare alcune delle allergie del periodo, quindi tutte quelle del gruppo B – in particolare B1, B2, B6 e B12 – dall’azione energizzante sia per il corpo che per la mente.

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Al crescere della vita all’aria aperta, aumentano anche le scorte di vitamina D che l’organismo riesce a produrre. Per questo, in primavera, utile è concentrarsi su un sufficiente apporto del gruppo E: potente antiossidante, e primo contrasto ai radicali liberi, è l’alleato irrinunciabile per ridurre gli effetti dell’invecchiamento cellulare. Per i sali minerali, invece, spazio a potassio e magnesio per recuperare quanto perso durante la sudorazione, nonché per stimolare i muscoli a seguito dell’inattività invernale.

Tra gli alimenti consigliati per un costante apporto quotidiano di questi micronutrienti, tutta la verdura a foglia verde come lattuga, lattughino, indivia, songino e cavoli, a cui si aggiungono pomodori, cetrioli, zucchine, fagiolini e cornetti, ravanelli, carote e patate. Per la frutta, invece, spazio ad agrumi, kiwi, mele, pere, pesche, albicocche, ciliegie, fragole, frutti di bosco e molti altri. Le vitamine del gruppo B sono abbondanti nei cibi di origine animale: per chi seguisse un regime alimentare vegetariano o vegano, alcune come la B6 sono contenute anche in cereali e frutta secca.

8 ottobre 2017
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