La vitamina D3, il colecalciferolo, è insieme alla vitamina D2 – ossia l’ergocalcitriolo – la forma biologicamente interessante della vitamina D. Quest’ultima è infatti un gruppo di vitamine liposolubili composto da D1, D2, D3, D4 e D5.

La vitamina D3 è la forma che deriva dal colesterolo e che è sintetizzata nell’organismo degli animali, mentre la vitamina D2, l’ergocalciferolo, viene sintetizzata nei vegetali. La forma biologicamente attiva nelle reazioni cellulari del nostro organismo è invece il calcitriolo, che si genera in seguito a due reazioni di idrossilazione.

La scoperta della vitamina D, e della sua importanza nella formazione e nel mantenimento della struttura ossea, risale al primo ventennio del secolo scorso: i bambini affetti da rachitismo mostravano un significativo miglioramento in seguito alla regolare esposizione alla luce ultravioletta e solare. Venne isolato nella pelle il l 7-deidrocolesterolo: quest’ultimo viene convertito in colecalciferolo dai raggi ultravioletti. La quantità di vitamina D3 prodotta in questo modo dipende dalle radiazioni ultraviolette, dalla superficie cutanea esposta e dal tempo di esposizione. Nei mesi estivi, quando è più comune passere le giornate all’aperto, il nostro organismo produce più D3 e ne accumula come riserva per superare il periodo invernale.

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La vitamina D3 assunta con il cibo, e quella che si forma nella pelle, viene trasportata nel fegato, nel cervello, nella milza e nelle ossa, dove viene immagazzinata.

Vediamo a che cosa serve la vitamina D e quali alimenti sono fonte di D3.

A che cosa serve la vitamina D

La vitamina D è essenziale per il mantenimento dell’equilibrio della concentrazione del calcio e del fosfato, che sono due elementi in continuo scambio nel nostro organismo. La forma attiva favorisce l’assorbimento intestinale del calcio dagli alimenti, il riassorbimento del calcio e del fosforo a livello renale e il deposito di calcio nelle ossa.

La carenza di vitamina D, in un primo momento, non comporta la comparsa di evidenti sintomi ed è rilevabile con gli esami del sangue. Segni più tardivi sono la demineralizzazione delle ossa, la debolezza muscolare e la comparsa di dolori.

Vitamina D3: in quali alimenti si trova

Come abbiamo vista la vitamina D3, il colecalciferolo, è la forma della D che si trova negli alimenti di origine animale. Tra questi i più ricchi sono il fegato, gli oli di pesce, l’aringa, il salmone, la sardina, e, infine, le uova, il burro e il latte.

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Anche in presenza di una corretta alimentazione, è necessaria una adeguata esposizione alla luce: condurre una vita eccessivamente ritirata, come spesso accade agli anziani, comporta l’insorgenza di uno stato di carenza della vitamina D3.

Il fabbisogno di vitamina D varia al variare dell’età:

  • un adulto sano che segua uno stile di vita attivo e una dieta equilibrata, basata sul modello della dieta mediterranea, ha un fabbisogno quotidiano di vitamina D pari a 10 µg;
  • i bambini di età compresa fra 1 – 3 anni viene consigliato un apporto di vitamina D di 10 µg, soprattutto nella stagione invernale in cui l’esposizione alla luce solare è limitata;
  • dai 3 anni all’adolescenza l’apporto quotidiano consigliato è di 10 µg, che sono garantiti da uno stile di vita sano e un’alimentazione varia ed equilibrata;
  • nelle donne in stato di gravidanza e durante l’allattamento l’assunzione regolare di un supplemento di 10 µg al giorno è sufficiente a garantire il benessere e prevenire una carenza.

31 gennaio 2017
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