Da una corretta assunzione di vitamina D potrebbe arrivare uno strumento di prevenzione dell’autismo. A sostenerlo uno studio condotto e pubblicato dal Professor Darryl Eyles, ricercatore del Queensland Brain Institute (appartenente alla Queensland University).

=> Vitamina D benefica contro raffreddore e influenza, leggi perché

Lo studio sul rapporto tra vitamina D e autismo nei topi è stato avviato sulla base di quanto precedentemente riscontrato durante la ricerca, in umana, di una possibile corrispondenza tra carenza di vitamina D nelle gestanti e nascita di figli che hanno sviluppato in seguito tale patologia. Come ha spiegato il Prof. Eyles parlando dei risultati da lui ottenuti:

Il nostro studio ha preso in esame i modelli di sviluppo più condivisi riguardanti l’autismo, nei quali i topi affetti dalla patologia si comportavano in maniera anormale e mostravano deficit nell’interazione sociale, nell’apprendimento di base e comportamenti stereotipati.

Abbiamo riscontrato che le femmine gravide trattate con vitamina D attiva (differente da quella contenuta nei supplementi) durante l’equivalente umano del primo trimestre di gravidanza ha prodotto nuovi nati che non hanno mostrato tali deficit.

=> Scopri gli alimenti che contengono la vitamina D3

L’utilizzo nelle donne in gravidanza

Come sostenuto dal Dott. Wei Luan, coinvolto nello studio sulla specie umana, un’eventuale carenza di vitamina D è stata riscontrata in diverse donne che hanno poi partorito figli risultati poi affetti da autismo.

Tuttavia, per quanto la vitamina D sia importante per la salute delle ossa, la forma attiva di questa sostanza non è somministrabile in totale sicurezza nelle donne in gravidanza.

Grazie a questo nuovo studio sarà possibile però sarà possibile arrivare, spiega Luan, a un dosaggio di colecalciferolo (la forma di vitamina D sicura per le gestanti) che offra gli stessi benefici garantiti dalla versione “attiva”.

23 marzo 2017
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento