La luce del sole aiuta le ossa a essere più forti. Esporsi alla luce solare si confermerebbe una delle soluzioni più efficaci per garantire un buono stato di salute al nostro apparato scheletrico. A confermarlo alcuni ricercatori del NICE, National Institute for Health and Clinical Excellence.

Secondo i ricercatori britannici l’esposizione al sole nel periodo dell’anno compreso tra aprile e ottobre si rivela fondamentale per un corretto apporto di vitamina D. Anche se di breve durata, sottolineano gli esperti del NICE, tale pratica assicura un corretto livello nell’organismo. Una buona concentrazione di questa sostanza è stata inoltre indicata da recenti studi come utile a prevenire il rischio di morte prematura, tra cui la possibilità di sviluppare un tumore al colon, o l’insorgere di malattie neurodegenerative come la demenza e l’Alzheimer.

Malgrado non venga tuttavia indicata nelle linee guida una definizione univoca di tempo alcuni precedenti studi identificano in circa 13 minuti di esposizione al sole estivo nell’arco di tempo che va dalle 11 alle 15. Questo chiaramente utilizzando le opportune protezioni nei confronti dei raggi UV. Secondo quanto ha dichiarato la Prof.ssa Gillian Leng, vice presidente esecutivo e direttore del dipartimento di salute pubblica presso il NICE:

Nonostante l’esposizione ai raggi ultravioletti del sole per un periodo di tempo troppo esteso incrementi il rischio di sviluppare tumori della pelle esporsi al sole potrebbe rivelarsi altrettanto positivo per la salute. Fornisce sia una buona fornitura di vitamina D che l’opportunità di essere fisicamente attivi.

Un bilanciamento delle necessità deve essere individuato. Questo dipende da un certo numero di fattori che includono la localizzazione geografica, l’orario e il periodo dell’anno, le condizioni meteo, il naturale colorito della pelle e la durata dell’esposizione al sole.

Le maggiori probabilità di rischio per un tumore alla pelle coinvolgono persone con pelle chiara che tendono a bruciarsi con facilità, così come bambini e persone che lavorano all’aperto. Tra coloro che potrebbero trarre invece più vantaggi, in quanto più a rischio di livelli insufficienti di vitamina D si trovano invece coloro che hanno una carnagione più scura, le donne in gravidanza, i ragazzi, gli anziani e le persone che si espongono troppo poco al sole.

23 gennaio 2015
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