La vitamina C, ovvero l’acido L-ascorbico, è una molecola organica molto diffusa in natura e indispensabile per la salute del nostro organismo.

Questa vitamina è stata scoperta da Albert Szent-Györgyi de Nagyrápolt: a questo scienziato è dovuta non solo la determinazione della sua presenza, ma anche delle reazioni del ciclo di Krebs, un ciclo metabolico cellulare fondamentale.

La scoperta e la determinazione della struttura della vitamina C ne spiegarono, sin da subito, anche la definizione delle proprietà curative contro lo scorbuto. Questa malattia, comune in tempi passati tra i marinai che passavano lunghi periodi senza alimentarsi di frutta e ortaggi freschi, è appunto causata da una grave carenza di vitamina C. L’importanza di questa vitamina per il benessere del nostro organismo è stata immediatamente chiara, tant’è che nel 1937 gli studi valsero l’assegnazione del premio Nobel.

=> Scopri gli alimenti ricchi di vitamina C


Vediamo in quali alimenti si trova questa vitamina, a che cosa serve e quali le controindicazioni di un’eccessiva assunzione.

Le fonti alimentari di vitamina C

La vitamina C è molto diffusa nella frutta e negli ortaggi: la sua concentrazione varia in relazione alla specie vegetale, al grado di maturazione, allo stato di conservazione, nonché alla modalità di consumo. La vitamina C è termolabile: il calore della cottura incide negativamente sul suo contenuto.

Ecco gli alimenti freschi più ricchi di vitamina C:

  • tra la frutta: agrumi, ananas, kiwi, fragole e ciliegie;
  • tra la verdura: lattuga, radicchio rosso, broccoli, spinaci, cavoli e pomodori;

A cosa serve la vitamina C

La vitamina C è indispensabile nel nostro organismo per il regolare svolgimento di alcune reazioni cellulari. Prima di tutto, agisce come cofattore di alcuni enzimi la cui funzione dipende dalla presenza dei metalli ferro o rame in forma ridotta. La vitamina C, ottimo antiossidante, mantiene appunto i metalli nella forma ridotta attiva. La presenza dell’acido ascorbico è inoltre indispensabile per:

  • la sintesi del collagene;
  • la sintesi degli ormoni che appartengono alla famiglia dei corticosteroidi;
  • la formazione di alcuni neurotrasmettitori della famiglia delle catecolamine, come dopamina e noradrenalina;
  • la sintesi della carnitina, un noto trasportatore di acidi grassi a lunga catena;
  • il metabolismo dell’assorbimento del ferro;
  • il deposito del ferro sotto forma di ferritina.

=> Scopri la vitamina C per il raffreddore


La vitamina C, grazie alle sue qualità antiossidanti, è indispensabile anche per l’inattivazione di sostanza, come i radicali liberi, che inducono danni agli acidi nucleici e alle nostre cellule in generale, oltre che per la rigenerazione della vitamina E e l’inibizione della formazione di alcuni composti mutageni come le nitrosammine, che si formano nello stomaco durante la frittura o la cottura arrosto.

Carenza di vitamina C

Un’alimentazione povera di frutta e verdura fresche, o problemi metabolici di assorbimento, possono causare una carenza nutrizionale di questa vitamina. La malattia che ne origina è lo scorbuto: una condizione patologica sistemica, che riguarda cioè tutto l’organismo, che si manifesta con ipercheratosi, infiammazioni e sanguinamenti gengivali, debolezza, astenia, ecchimosi e anemia gravi. La malattia può condurre alla morte.

Controindicazioni

In normali condizioni di salute, un individuo adulto che segue una dieta equilibrata e uno stile di vita attivo dovrebbe assumere quotidianamente 60 mg di vitamina C. Livelli eccessivi di questa vitamina hanno mostrato di avere alcuni effetti collaterali.

Alcuni studi hanno evidenziato che l’assunzione di 3-5 g di vitamina C possono indurre disturbi gastrointestinali, soprattutto crampi e diarrea.

L’eccesso di vitamina C determina un maggiore assorbimento intestinale del ferro: questa condizione rappresenta un danno per i pazienti affetti da ematocromatosi, una malattia ereditaria caratterizzata dall’eccessivo accumulo di ferro negli organi e nei tessuti.

L’eccesso di vitamina C viene eliminato con le urine, dove interferisce con alcuni metaboliti. Questo incide negativamente sull’accuratezza delle analisi delle urine soprattutto in merito alla concentrazione di glucosio, sangue, bilirubina e leucociti.

17 novembre 2016
In questa pagina si parla di:
Immagini:
Lascia un commento