È una fonte indispensabile di benessere, nonché necessaria per un corretto sviluppo dell’organismo: la vitamina A, conosciuta anche come retinolo, è uno dei micronutrienti essenziali per la salute umana. Contenuta in numerosi alimenti, sia vegetali che animali, e oggi disponibile anche in integratori, a questa vitamina sono stati attribuiti negli anni più svariati benefici. Quali sono le sue proprietà e in quali cibi è maggiormente presente?

Prima di cominciare, è bene sottolineare come un’integrazione di vitamine, oltre alla normale dieta, debba essere sempre concordata con il merito curante. È infatti necessario valutare l’effettiva carenza di micronutrienti, nonché le eventuali cause del loro scarso apporto. Le informazioni di seguito riportate, di conseguenza, hanno un carattere unicamente illustrativo.

Vitamina A: cosa è?

La vitamina A, conosciuta anche come retinolo, è una vitamina liposolubile – ovvero in grado di sciogliersi nei grassi – scoperta negli anni ’30 del secolo scorso dal chimico svizzero Kerrer. Già agli inizi del secolo, tuttavia, diversi scienziati avevano notato come in alcuni alimenti, quali burro e uova, fosse presente un fattore liposolubile essenziale per il corretto sviluppo dei ratti. Proprio per la sua capacità di sciogliersi nei grassi, il fattore venne indicato “A”, considerato come gli idrosolubili fossero già stati raccolti nel gruppo B. Poco prima della sua definizione finale, negli anni ’20 si comprese come la carenza alimentare di questo fattore potesse essere correlata con disturbi nella crescita e nella vista dei bambini.

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Con il termine vitamina A, almeno nel linguaggio comune, si tende a identificare tutte le forme con cui il micronutriente può essere rilevato nelle fonti alimentari. Il retinolo e i retinoidi, ovvero i suoi derivati, provengono da cibi di origine animale, mentre i carotenoidi – conosciuti anche come provitamina A – da quelli vegetali. Questi ultimi presentano un’attività biologica del tutto analoga e vengono trasformati in vitamina A dall’organismo. Tra le alte forme attive di elenca la retinaldeide, essenziale per la vista, e l’acido retinoico, indispensabile per la crescita sin dalla fase embrionale.

Vitamina A: benefici e fonti

In generale, si può sostenere che la vitamina A sia un micronutriente essenziale per diverse funzioni dell’organismo. Innanzitutto, serve ad alcuni processi enzimatici necessari al corretto sviluppo delle ossa, così come al mantenimento delle funzioni del sistema ovarico e testicolare. È inoltre una delle vitamine indispensabili per la salute e il funzionamento della retina, nonché per il normale processo di crescita del feto sin dalla fase embrionale.

I benefici sulle funzioni visive sono forse i più conosciuti, poiché anche nella tradizione popolare si è soliti sottolineare come la vitamina A sia amica della vista. Tuttavia, il micronutriente è attivo anche nel rafforzamento della pelle, come contrasto a secchezza e desquamazione, nonché per ridurre infezioni batteriche, eccesso di sebo e apparizione dell’acne. Inoltre, esprime un effetto antiossidante contro i radicali liberi, in particolare se associata alla vitamina E, utile per rallentare il processo di invecchiamento cellulare, nonché mantenere capelli, unghie e mucose in forma. È quindi protettiva a livello polmonare, ma soprattutto per il sistema cardiovascolare: una corretta assunzione con la dieta, infatti, può rappresentare una barriera contro gli effetti del colesterolo cattivo. È poi indicata per il rafforzamento dei denti, per il mantenimento di un buon apparato scheletrico, come difesa per la pelle dai danni causati all’esposizione solare, ma anche per la fertilità.

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Le fonti alimentari di vitamina A sono davvero disparate e, come già accennato, si differenziano tra animali e vegetali nella forma di retinolo e provitamina A. In questo ultimo gruppo rientra certamente il betacarotene, contenuto nelle carote e nella gran parte dei vegetali di colore arancio o rosso. È quindi abbondante in zucche, peperoni, pomodori, spinaci, broccoli, pesche, albicocche, melone, pompelmo e papaia. Per i derivati di origine animale, invece, ricco è l’apporto in uova, latte, formaggi, burro e latticini in generale. Di norma, una corretta alimentazione, preferibilmente basata sul modello della dieta mediterranea, garantisce un più che sufficiente quantitativo di vitamina A per il benessere dell’organismo. Eventuali carenze dovranno essere vagliate con il medico, il quale può decidere, dopo averne vagliato le cause, di incrementarne l’apporto con integratori.

14 ottobre 2017
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