La vita sedentaria espone a un rischio maggiore di malattie e morte prematura. A rivelarlo è un recente studio condotto da un’équipe di ricercatori dello University Health Network (UHN) e pubblicato sugli Annals of Internal Medicine.

Gli autori hanno scoperto che trascorrere molto tempo stando seduti, come avviene quando si svolgono lavori d’ufficio o si spendono tante ore davanti alla tv, può pregiudicare la salute generale dell’organismo rendendo più vulnerabili a una serie di patologie croniche e degenerative, dal diabete alle malattie cardiache fino al cancro.

Purtroppo l’attività fisica da sola non riesce a compensare i danni di una vita prettamente sedentaria. Come illustra uno degli autori dello studio, il Dr. David Alter, 30 minuti di esercizio fisico al giorno non bastano a limitare l’impatto sulla salute di 23 ore e mezza di vita sedentaria.

Avi Biswas, prima firma dello studio, si affretta a specificare che fare attività fisica non è affatto inutile. Tutt’altro: i danni della sedentarietà si riducono progressivamente all’aumentare delle ore di esercizio giornaliere. Occorrono però ulteriori studi per determinare con esattezza quante ore di attività fisica siano necessarie per contrastare gli effetti deleteri di una vita sedentaria.

Gli esperti suggeriscono di cambiare gradualmente stile di vita, senza relegare l’attività fisica a pochi minuti al giorno. Chi lavora al computer ad esempio dovrebbe sforzarsi di fare una pausa di 3 minuti ogni mezz’ora.

Chi trascorre molte ore al giorno a guardare la televisione potrebbe imporsi di alzarsi ogni volta che c’è una pausa pubblicitaria. Inserendo questi piccoli cambiamenti nelle abitudini quotidiane si riduce senza troppi sacrifici il tempo trascorso stando seduti.

I ricercatori spiegano che in una giornata tipo di 12 ore, per prevenire il rischio di malattie e morte prematura l’ideale sarebbe ridurre di due o tre ore il tempo totale trascorso da seduti. I benefici di uno stile di vita meno sedentario saranno evidenti a breve e a lungo termine, con un notevole miglioramento delle condizioni di salute generali e un minore rischio di malattie gravi.

20 gennaio 2015
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