Le emozioni positive aiutano il nostro corpo a stare meglio: dopo numerose ricerche che dimostrano quanto uno stile di vita sano o un’alimentazione equilibrata possano giovare al fisico, uno studio realizzato dall’Università di Toronto e dall’Università di Berkley, dimostra il peso che il “sentire umano” ha nel condizionare lo stato di salute del corpo.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Emotion, si occupa di una vasta gamma di emozioni, dal divertimento alla meraviglia, passando per compassione, gioia e orgoglio: ma si focalizza in particolare su quei sentimenti suscitati dall’arte, dalla spiritualità e dalla fede, dall’impatto con la natura.

Emozioni positive, fra la sorpresa e la gioia, che toccano corde inspiegabili dell’animo umano, come quelle che si provano di fronte ad un incredibile scenario naturale, quando si prega, o nel trovarsi di fronte ad un opera eccezionale.

Secondo i ricercatori, le emozioni positive sono associate a bassi livelli di chitochine infiammatorie, molecole proteiche che fungono strumento di comunicazione fra le cellule del sistema immunitario e fra queste e diversi organi.

Alti livelli di chitochine infiammatorie, che stimolano il sistema immunitario a lavorare in maniera massiccia, sono associati a indicatori di scarse condizioni di salute: potrebbero essere un segnale di patologie come il diabete di tipo 2, malattie cardiache, artrite e persino il morbo di Alzheimer e la depressione.

Il gruppo di ricerca ha analizzato le reazioni di oltre 200 giovani adulti, suddivisi in due esperimenti separati. In una prima fase i soggetti sono stati seguiti in un specifico giorno in cui sono stato a contatto con stimoli ed emozioni positive: poi è stato analizzato un campione di tessuto prelevato dalla guancia.

I risultati dimostrano che i soggetti che avevano provato emozioni associabili a sensazioni di stupore e meraviglia avevano i più bassi livelli di chitochine, in particolare per quanto riguarda l’interleuchina 6, un marker degli stati infiammatori. Jennifer Stellar, ricercatrice presso l’Università di Toronto, insieme al collega Dacher Keltner, psicologo dell’Università di Berkley, hanno spiegato così i risultati dello studio:

I nostri dati dimostrano che le emozioni positive sono associati con i principali marcatori di buona salute. Sensazioni come stupore e meraviglia promuovono livelli sani di citochine: questo suggerisce che azioni come passeggiare nella natura incontaminata o ammirare un’opera d’arte hanno un’influenza diretta sulla salute e sulle aspettative di vita.

Livelli elevati di chitochine, recentemente, non sono state associato solo a malattie autoimmuni, ma anche agli stati depressivi: sono diversi gli studi che associano livelli alti di un tipo specifico di chitochine, i TNF-alfa, con bassi livelli di serotonina e dopaminana che controllano l’umore, la memoria e il sonno. Stellar ha concluso:

Prima di parlare di emozioni positive come cura, bisogna approfondire il tema e studiare più a fondo il legame fra produzione di chitochine infiammatorie e le sensazioni in questione. Ad esempio, il prossimo passo sarà capire se questa relazione è unidirezionali o può essere anche bidirezionale.

4 febbraio 2015
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