Una vita meno sedentaria può aiutare a ridurre il rischio di obesità e diabete fino al 75%. Ad affermarlo i ricercatori della University College London, secondo i quali trascorrere meno tempo seduti favorirebbe non soltanto una riduzione nel rischio di aumentare di taglia, ma anche di sviluppare la patologia ad esso collegata.

Secondo gli esperti l’obesità è uno dei possibili fattori di rischio per la manifestazione del diabete di tipo 2, una riduzione del rischio di svilupparla si tradurrebbe quindi in un doppio vantaggio per la salute. Non è però sufficiente secondo i ricercatori britannici lo svolgimento costante di esercizi fisici, ma deve anche essere ridotto il tempo libero trascorso seduti.

Lo studio della UCL ha interessato, secondo quanto pubblicato sulla rivista Diabetologia, circa 4.000 impiegati civili, dei quali sono state analizzate le abitudini al di fuori del contesto lavorativo (uso della tv, cucito o tempo trascorso seduti alla scrivania) entro un periodo compreso tra i 5 e i 10 anni.

Stando ai risultati raccolti dopo i primi 5 anni di studio è risultato come coloro che trascorrevano meno di 12 ore settimanali seduti nel tempo libero e svolgevano attività fisica per più di 4 evidenziavano un rischio ridotto del 75% rispetto a chi svolgeva anche fuori dal lavoro vita sedentaria per almeno 25 ore a settimana e si esercitava per meno di 90 minuti.

Secondo quanto ha affermato infine il Dr. Joshua Bell, autore principale dello studio, la combinazione di attività fisica e riduzione della vita sedentaria dopo il lavoro assumerebbe particolare importanza per ridurre anche il rischio di obesità e quindi di diabete:

L’efficacia dell’attività fisica nella prevenzione dell’obesità può dipendere da quanto si sta seduti nel proprio tempo libero. Sia gli alti livelli di attività fisica che bassi livelli di tempo libero trascorso seduti possono essere richiesti per ridurre sostanzialmente il rischio di diventare obesi.

29 luglio 2014
Fonte:
Lascia un commento