Sarà colpa dei ritmi frenetici in ambiente urbano, del crescente problema dello smog e dell’inquinamento, del caos o del rumore, ma sempre più persone desiderano abbandonare l’esistenza in città per abbracciare la vita in campagna. Eppure, anche quando si hanno le risorse economiche e la stabilità finanziaria per farlo, cambiare radicalmente stile di vita non è mai semplice. Ci si deve abituare a nuovi ritmi, si devono abbandonare pregiudizi e stereotipi, bisogna lanciarsi in moltissime sfide quotidiane. Quali sono, di conseguenza, le cinque regole d’oro per vivere serenamente in mezzo al verde?

Di seguito, qualche consiglio generico per ottenere il meglio da un trasferimento in campagna. Le informazioni che si forniranno non sono direttamente correlate al piano economico, poiché i budget di ognuno sono differenziati e le applicazioni variano a seconda dei propri scopi, siano essi la volontà di lanciare un’attività di produzione locale o, più semplicemente, la necessità di trovare uno spazio verde in cui rintanarsi di tanto in tanto.

Ambiente, tradizioni e competenze

Il primo passo per realizzare il sogno di una vita in campagna soddisfacente si raggiunge imparando a conoscere il territorio e le sue traduzioni, ripudiando pregiudizi e stereotipi sulle aree rurali e i suoi abitanti, nonché facendo fruttare al meglio le proprie competenze pregresse.

  • Rispettare la natura e le tradizioni locali: quando ci si trasferisce in campagna, soprattutto nei primi tempi, è bene non perpetuare delle abitudini cittadine che, per quanto consolidate, potrebbero essere incompatibili con la natura locale. Un esempio su tutti è quello del ricorso all’automobile per tragitti brevissimi, preferendo invece biciclette o salvifiche camminate. Fondamentale sarà anche rispettare le tradizioni e le usanze locali: molto spesso, infatti, ci si potrebbe imbattere in pratiche apparentemente inconsuete per la gestione del territorio, derivanti però da anni d’esperienza di chi nel verde ci abita da sempre. Utile sarà quindi apprendere, chiedere informazioni, stringere contatti con le persone del luogo e studiare;
  • Portare competenze utili: un modo rapido e efficace per inserirsi sin da subito nella comunità locale, sebbene in campagna sia di solito molto semplice trovare apertura e aiuto reciproco, è quello di portare con sé competenze utili al territorio e alle persone. In campagna potrebbero mancare servizi altamente diffusi in città – personale per l’accudimento dei più piccoli o degli anziani, esperti in consulenze legali o burocratiche, servizi legati alla persona, alla salute, all’intrattenimento e molto altro ancora – e implementarli non sarà solo d’aiuto alla popolazione locale, ma permetterà anche di avviare piccole ma fiorenti attività economiche. E se l’ottica non fosse quella del guadagno, si potrà di certo delle proprie capacità per uno scambio reciproco e rafforzare i rapporti.

Distanze, agricoltura e modernità

Per vivere un’esistenza serena in campagna, utile sarà liberare la mente da pregiudizi e stereotipi: abitare nel verde, infatti, non significa affatto essere isolati dal mondo. Oggi le campagne, ma anche la montagna, sono centri vivi, al passo con i tempi e spesso terreno fertile all’innovazione.

  • Abituarsi alle distanze: uno dei trade off della vita in campagna, rispetto alla più comoda in città, è quello di non poter approfittare di servizi sempre a portata di mano. Sin da subito ci si dovrà abituare alle distanze, poiché potrà essere necessario spostarsi di diversi chilometri anche solo per fare la spesa quotidiana, consultare un medico o visitare una struttura ospedaliera, interagire con le istituzioni e molto altro ancora. Per questo, molto indicato sarà prendere pronta familiarità con il sistema di trasporto pubblico locale, ma anche dotarsi di una vettura autonoma per eventuali casi d’emergenza. Allo stesso modo, quando i tragitti non sono proibitivi, si impari a privilegiare gli spostamenti in bicicletta o a piedi;
  • Agricoltura e allevamento: non si può pensare di trasferirsi in campagna senza pianificare strategicamente l’autoproduzione. Un modo certamente intelligente per migliorare la propria esistenza, anche per i problemi di distanza di cui sopra, è quello di lanciarsi nella coltivazione, magari partendo con un piccolo orto per soddisfare le necessità della famiglia, per poi estenderlo al crescere delle esperienze e delle risorse. L’autoproduzione, inoltre, non solo permette di risparmiare anche quantitativi importanti di denaro, ma consente di migliorare la propria salute sia con un’attività fisica constante che con un’alimentazione più sana e incontaminata. Allo stesso modo, si potrebbero compiere dei passi in direzione dell’allevamento, anche di piccola portata quale la predisposizione di un piccolo sprazzo dove le galline possano razzolare liberamente, improntando il tutto su un rapporto di massimo rispetto e mutuo aiuto fra uomini e animali;
  • Vivere la modernità: come già anticipato, le campagne non sono affatto dei luoghi isolati del mondo, grazie anche e soprattutto al supporto della Rete. Sono sempre più gli operatori locali che permettono accesso a larga banda anche nei luoghi più lontani dai centri urbani – sia con le classiche connessioni via cavo che con tecnologie 4G, Wimax, Hyperlan e molto altro ancora – e proprio in queste zone la Rete diventa indispensabile per ridurre le distanze, sbrigare pratiche burocratiche che altrimenti richiederebbero lunghi e stancanti viaggi, rimanere informati e accedere a prodotti e servizi normalmente inaccessibili. Inoltre la Rete diventa strumento d’elezione per promuovere un’attività, si tratti di un bed and breakfast o di una cantina vinicola, il tutto affacciandosi a un bacino potenzialmente infinito di acquirenti.

24 luglio 2016
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