Si pensa alle formiche come a insetti delicati, minuscoli e indifesi. Eppure in natura esistono 14.000 tipologie diverse, di cui gli studiosi hanno osservato nel dettaglio solo la metà: ognuna di queste è strutturata in modo gerarchico. A capo del piccolo impero regna la formica regina, il cui compito è quello di riprodursi e allargare i suoi squadroni. Le formiche di sesso maschile vegono utilizzate solo per questo compito, quindi servono direttamente la regina, mentre le figlie femmine fertili sono considerate come principesse. A loro il ruolo di realizzare nuove colonie. Tutto il resto dell’impero è composta da esemplari non fertili ma alle dipendenze della regnante, utili per fornire cibo e difesa.

Quasi tutte le tipologie di formiche operaie lavorano in gruppo per il bene della comunità, molto spesso riuscendo a sollevare oggetti anche 50 volte il loro peso. Altre preferiscono rapire colleghe di altre famiglie e costringerle alla schiavitù, alcune possono produrre un liquido simile all’antigelo per resistere alle temperature glaciali oppure realizzare piccole zattere per contrastare piogge torrenziali. Sono insetti molto ingegnosi e adattabili, infatti possono adeguarsi a qualsiasi ecosistema ma al contempo produrre problematiche incisive. In alcuni casi la loro presenza ha determinato squilibri importanti, mettendo a repentaglio la sopravvivenza di alcune specie animali.

L’emigrazione di una formica da un territorio all’altro, nel tempo, è stata agevolata dall’import-export tramite navi, camion e altri mezzi di trasporto. Il formato ridotto ne ha agevolato l’infiltrazione, in particolare se in presenza di cibi e piante da trasportare. Spesso le nuove colonie si formano con facilità, alcune convivono pacificamente come ad esempio le formiche argentine, altre riescono a difendere il territorio oppure a colonizzare posti isolati come le isole. In alcune zone, come ad esempio nella foresta pluviale, la velocità di propagazione delle formiche gracilipes Anoplolepis è di 3 metri al giorno. Invece le formiche Wasmannia auropunctata sono molto temute per la loro pericolosità, con i loro artigli possono accecare gli animali domestici e uccidere le tartarughe.

Nonostante siano piccine, molte rappresentanti della famiglia dimostrano un’indole carnivora, come ad esempio le formiche rosse che si nutrono di larve di insetti, ragni, lumache e altri invertebrati fino a mammiferi neonati, uccelli e rettili. In molti casi le formiche si possono nutrire di piante e semi, collaborando attivamente a una forma di giardinaggio naturale o di impollinazione. Creando così un circolo tra cibo, creazione e rigenerazione. In altri hanno dimostrato una natura aggressiva ostacolando le specie e le formiche autoctone, ma anche altri insetti come le api, sovvertendo l’equilibrio naturale e favorendo la moria delle coltivazioni. Ancora può capitare che le formiche, anziché contrastarli, favoriscano insetti e specie infestanti proteggendoli in cambio della melma zuccherina prodotta dalla distruzione dei vegetali.

Spesso questi insetti si sono dimostrati un problema anche di tipo economico, come ad esempio le formiche gialle in Australia, distruggendo coltivazioni, raccolti, infestando fattorie e animali. Oltre a masticare e distruggere cavi elettrici e canaline, quindi occupare spazi anomali per la proliferazione come parti inferiori dei pavimenti, dei marciapiedi, oppure motori delle auto. Senza dimenticare l’attrattiva principale casalinga, cioè il cibo. In quanto a costi, il controllo e la distruzione di questi insetti spesso costa cifre esorbitanti, ma anche a livello di salute l’utilizzo degli insetticidi potrebbe rivelarsi dannoso. Negli ultimi tempi, infine, si è notata una tendenza involutiva con veloce sparizione di alcune specie.

17 ottobre 2014
Fonte:
BBC
Lascia un commento