Virgin Atlantic, l’aviazione green oltre il biocarburante

Il futuro dell’aviazione green saprà andare oltre i biocarburanti. Parola di Virgin Atlantic, che assicura entro 2-3 anni una flotta di aerei alimentata con un combustibile di nuova generazione ricavato dai gas di scarico industriali. Una proposta che non mancherà di alimentare molte speranze, come di consueto accompagnate da altrettanti interrogativi sul suo reale funzionamento nonché impatto ambientale.

I vantaggi promessi sono molti, come la capacità di soddisfare circa un terzo del fabbisogno mondiale di aerei di linea e commerciali. L’equivalente di 15 miliardi di galloni verrebbe prodotto utilizzando esclusivamente le emissioni di gas derivate dall’industria dell’acciaio. Richard Branson, fondatore del gruppo Virgin, afferma come:

Con il petrolio in esaurimento, è importante che le soluzioni riguardo i nuovi combustibili siano sostenibili e, con l’industria siderurgica in grado di garantire oltre 15 miliardi di galloni di carburante all’anno, il potenziale è molto eccitante. Questa nuova tecnologia è sostenibile e può essere prodotta commercialmente con un costo paragonabile a quello del carburante convenzionale.

Nel frattempo i primi detrattori della tecnologia, realizzata per Virgin dalla LanzaTech, non si sono fatti attendere. Affermano come, pur rappresentando una soluzione di “riciclo“, non sia tuttavia rinnovabile. Questo la renderebbe direttamente dipendente dalle industrie inquinanti: una soluzione utile e sostenibile, ma che non guarderebbe al futuro.

La domanda che qualcuno inizia a porsi è se davvero varrà la pena di investire tempo, soldi e risorse per una tecnologia che non punti sulle fonti rinnovabili, ma si ponga in coda al processo produttivo derivato dai combustibili fossili?

12 ottobre 2011
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