Gli animali selvatici sono affascinanti, potenti, intriganti: per questo è inverosimile immaginare di correre verso una tigre oppure di seguire un elefante per cercare di salire sulla sua schiena. Eppure questo genere di pratica si ripete quotidianamente in molte parti del mondo, dove gli animali nati nella natura selvaggia hanno perso ogni tipo di libertà e indipendenza per opera della mano dell’uomo. Ma ciò che un turista divertito o uno spettatore incuriosito spesso ignora, oppure non vede, è la mole di sofferenza, fatica, dolore e violenze che un animale subisce per puro sollazzarlo.

Elefanti strappati alla loro condizione di branco e libertà, costretti a catena corta sotto il sole cocente. Le zampe quasi impossibilitate a muoversi, bloccate sull’asfalto rovente, picchiati e percossi per ogni errore, legati anche durante la camminata, umiliati, allontanati dai loro simili e costretti a caricare sulla schiena quantitativi di turisti di ogni tipo. Oppure tigri obbligate a farsi abbracciare per la foto di rito, spesso malmenate per mantenere un’indole sottomessa e non aggressiva. Ma anche gli orsi conducono una vita di degrado e violenza: fino a poco tempo fa in India erano catturati e forzati alla danza in pubblico. Strattonati da una corda corta, legata a un anello di metallo inserito nel naso. Un’intera comunità, quella di Kalander, sopravviveva grazie all’utilizzo e allo sfruttamento dei plantigradi.

Ora la situazione ha subito un’inversione positiva grazie anche all’intervento della World Animal Protection, che è riuscita a salvare gli orsi garantendo al contempo metodologie di guadagno diverse per la comunità. Ma gli esempi di sfruttamento degli animali sono tanti, spesso sottovalutati o ignorati dai turisti. In pochi sanno che i ganci che stringono le zampe degli elefanti finiscono per tagliare loro la cute, che le tigri che penzolano dagli alberi di notte sono recluse in gabbie anguste, che i leoni che loro abbracciano vengono sedati con droghe.

Negli anni però la sensibilità nei confronti di queste problematiche è aumentata, costringendo i turisti a prendere maggiore consapevolezza nei confronti dei luoghi e delle mete da visitare, quindi delle eventuali escursioni a tema. Spesso gli stessi viaggiatori chiedono l’intercessione dei tour operator perché certe pratiche di violenza non vengano incluse nel pacchetto dei divertimenti. Questo genere di interessamento sta smuovendo lentamente le acque: potrebbe impedire che altri animali selvatici vengano schiavizzati nel nome di un divertimento fittizio.

10 ottobre 2014
I vostri commenti
Salentovacanza.com, sabato 22 ottobre 2016 alle16:09 ha scritto: rispondi »

no allo sfruttamento e alla sofferenza degli animali

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