Cesena scende in campo contro la violenza sugli animali e da il via a una tre giorni di full immersion dedicata all’argomento. Il corso in questione prende il titolo di “Crudeltà animale e pericolosità sociale”, un fondamentale momento di confronto informativo su un argomento importante ancora troppo diffuso. La tre giorni prende vita grazie all’associazione nazionale Link Italia, in collaborazione con il Comune di Cesena e il patrocinio dell’Ordine dei medici Veterinari della Provincia di Forlì-Cesena.

L’appuntamento concentrerà l’attenzione sulla correlazione tra violenza interpersonale e maltrattamento animale, come evidenziato da alcuni studi di psicologia e criminologia. Porte aperte a esperti del settore ma anche a comuni cittadini: l’argomentazione, piuttosto calda, servirà a sensibilizzare in modo accurato sulla problematica spesso sottovalutata. La sede dell’evento è la Biblioteca Malatestiana di Cesena, che ha aperto le sue porte già da ieri per il corso che si svolgerà fino a domani. La tre giorni, che è completamente gratuita, potrà puntare la luce nei confronti di abusi fisici e psicologici nei confronti degli esseri senzienti.

Come sottolinea anche il diritto penale il maltrattamento nei confronti degli animali è un reato, lo stabilisce l’ art. 544-ter CP ai sensi del quale:

1. Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da 3 mesi a 1 anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro. 2. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. 3. La pena è aumentata della metà se dai fatti cui al primo comma deriva la morte dell’animale.

Viene evidenziato il tipo di rapporto e sentimento che l’uomo nutre verso gli animali, il tipo di sensibilità messo in pratica nei loro confronti. Se questo sfocia nella violenza, quindi nel reato, la persona può essere considerata socialmente pericolosa e anche recidivante. Ma l’argomento della violenza sugli animali è molto vasto, non si limita all’atto fisico, poiché può sfociare anche nell’abuso di tipo psicologico. La costrizione in gabbia, ad esempio, è un connubio dei due elementi, come l’accudimento all’inedia e alla fame. Secondo alcune ricerche avviate dal Corpo Forestale dello Stato, in tandem con la stessa associazione Link, esiste una correlazione tra violenza verso gli animali e devianza umana, stalking e condotte criminose. Questo sono spesso un indice di violenza interpersonale.

Secondo gli studi condotti, emergerebbe un profilo preciso dell’abusatore: quasi sempre uomo, con precedenti penali di maltrattamento verso simili e animali. Negli anni si è sviluppata la tendenza a filmare questi atti pubblicandoli online, quindi il Web è diventato luogo di fruizione per crush video, dove i cuccioli vengono uccisi in modo brutale, fino alla zooerastia, cioè la pratica sessuale che coinvolge gli animali. In USA si analizza da anni la tematica ed è emerso che spesso nel passato dei serial killer è presente una violenza di questo tipo, a volte con manifestazioni in giovanissima età. Dal punto di vista scientifico è stato evidenziato che la crudeltà verso gli animali, sviluppata in ambito domestico, è un potenziale indicatore di violenza su donne e minori.

30 ottobre 2014
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