Ebbene sì, anche il vino può essere vegan. Può accadere se ogni passaggio dalla vigna al prodotto finito, compresi bottiglia e packaging, vengono controllati da un’azienda di certificazioni come CSQA, società della Provincia di Vicenza dotata di accreditamenti ACCREDIA, EMAS, APMG per il settore agroalimentare ed enologico. Il Chianti Colli Senesi della Fattoria Casabianca di Murlo di Siena è stato certificato “cruelty free” dalla vendemmia del 2014 e segna già una crescita dell’export del 60%.

Dopo il primo anno di vendite del prodotto l’azienda Casabianca fa i conti e raccoglie dati che testimoniano un vero e proprio successo. Alberto Cenni, amministratore delegato, esprime la propria sorpresa:

La nostra scelta di certificare i vini con il bollino vegan segna un risultato che non ci saremmo aspettati.

In un solo anno le vendite a livello nazionale sono cresciute di un 40%, quelle con l’estero addirittura di un 60%. I Paesi con cui gli affari sono stati più proficui sono stati Stati Uniti e Inghilterra. Il prodotto in questi giorni si trova al padiglione 9, stand 16 all’interno del Vinitaly di Verona, dove verrà presentato fino al 13 aprile.

Si tratta di un prodotto eco-friendly al 100%: si è tentato di ridurre al massimo l’impatto ambientale non solo controllando le procedure seguite nella produzione del vino, ma anche ponendo attenzione a come questi vini vengono confezionati. Le bottiglie sono diventate più leggere di un 25%, con un risparmio notevole di vetro e di energia per trasportarle; i tappi sono riciclabili, ricavati da biopolimeri a base vegetale; le capsule sono riciclabili e prive di colle; le etichette sono realizzate in carta riciclata.

L’azienda è tra le prime ad essersi avvicinata ad una scelta vegan. Lo scopo è, come spiega Cenni, oltre che di offrire un’alternativa anche a chi opta per l’eliminazione dei prodotti di derivazione animale, pure di arrivare ad un tipo di produzione che sappia valorizzare i luoghi d’origine in un modo nuovo:

È produrre vini che siano sempre più espressione del territorio: per questa ragione accanto alla conduzione biologica e alla certificazione di origine, DOCG e IGT, abbiano puntato sul bollino vegano che significa un’attenzione in più verso i consumatori.

11 aprile 2016
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