Il vino officinale, o enolita al tarassaco, è una preparazione farmaceutico-erboristica ottenuta dalla macerazione della pianta nel vino: nel caso specifico si tratta della radice tritata ed essiccata. Quel che si ottiene è una soluzione idroalcolica della quale si possono godere le caratteristiche organolettiche e terapeutiche anche dopo i pasti principali.

Il tarassaco è una pianta erbacea comune, è nota anche – o forse soprattutto – come Dente di Leone o soffione. È ubiquitaria nei nostri prati e orti, dalle coste fino a ben 1.700 – 1.800 metri di altezza. In fiore la si trova più o meno tutto l’anno, a seconda della zona presa a riferimento, ma in linea di massima in tutte le regioni i fiori gialli e i soffioni popolano i prati in primavera, dai primi di marzo fino a tutto maggio.

Per questo San Valentino, il vino officinale con tarassaco diventa un’originale alternativa al classico mazzo di fiori oppure ai cioccolati. È proprio in questo periodo, infatti, che si trova tutto l’occorrente, dai semi ai primi esemplari, per una preparazione casalinga della soluzione.

Dal punto di vista erboristico, la pianta ha delle qualità interessanti: soprattutto è detossificante. Alle radici essiccate e tritate sono riconosciute proprietà toniche, stomatiche, depurative, lassative e diuretiche.

L’uso del tarassaco come depurativo è piuttosto comune anche nelle ricette: in primavera è tradizione raccogliere il fiore nei campi e sugli argini, per poi servirlo come contorno cotto con uno spicchio di aglio e un pizzico di sale. I composti tri-terpenici e i lattoni sono le molecole responsabili dell’azione diuretica e dello stimolo diretto della produzione della bile: in pratica, un contorno di tarassaco stufato sarà utile per favorire la digestione di un pasto ricco di grassi o, comunque, molto abbondante come potrebbe essere quello servito in una occasione di festa. L’azione diuretica invece è dovuta alla buona concentrazione di flavonoidi e sali di potassio.

Come tutte le piante officinali, anche il Dente di Leone ha del controindicazioni all’uso: chi soffre di gastrite, o addirittura di ulcera peptica, dovrebbe evitarne il consumo.

Ricetta per il vino medicinale al tarassaco

Il vino, in genere bianco e con una buona gradazione alcolica, può essere utilizzato come solvente di tutti i principi attivi contenuti nella radice del soffione. La preparazione di questo piacevole rimedio officinale può essere anche domestica, basterà conoscere ed applicare qualche regola generale. La più importate di queste riguarda il rapporto droga vegetale e vino che, in genere è di 10 g, di derivato vegetale in 200 ml di vino.

Ingredienti per 1 litro:

  • 50 g di radice essiccata di tarassaco;
  • 1 litro di vino bianco fermo.

Lasciare in infusione la radice per almeno una settimana, in un contenitore con una buona chiusura ermetica. Trascorso questo intervallo di tempo, filtrare la bevanda e travasare in una bottiglia di vetro pulita e ben asciutta. Conservare ben chiuso in un luogo fresco, esattamente come si dovrebbe fare per un buon vino del quale si desidera preservare la qualità.

Consumare un bicchierino, circa 100 ml, dopo ogni pasto per facilitare la digestione.

11 febbraio 2015
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