La mappa del vino mondiale sta per cambiare. Sarà il nuovo clima a imporre drastiche modifiche alla distribuzione delle coltivazioni di uva a partire dal 2050. Secondo un recente studio pubblicato sulla rivista Proceedings of National Academy of Sciences Francia e Italia sarebbero le aree di pregio più a rischio.

>>Scopri il miglior vino biologico del mondo, prodotto in Italia

Secondo gli esperti le uve da vino italiane sarebbero a rischio soprattutto quelle della Toscana, mentre in Francia si teme soprattutto per quanto riguarda le aree di Bordeaux e del Rodano. Le stime prendono in esame due possibili condizioni future riguardo l’incremento delle temperature: 4,7 e 2,5°C. Nella peggiore delle ipotesi (quella a + 4,7°C) si parla di un calo della produzione dell’85% nelle zone citate, con in generale l’Europa costretta a subire un durissimo colpo.

>>Scopri il vino per vegani e vegetariani

Stando a quanto ha dichiarato Lee Hannah, uno degli autori dello studio e ricercatore senior presso la Conservation International, i cambiamenti climatici imporranno nuovi equilibri alla produzione mondiale di vino:

Il fatto è che il cambiamento climatico porterà ad una ristrutturazione enorme nella distribuzione geografica della produzione di vino.

Sarà sempre più difficile coltivare le varietà che crescono in questo momento in Europa. Questo non significa necessariamente che non vi possano essere coltivati in futuro, ma richiederà irrigazione e aiuti speciali affinché funzioni e questo renderà la produzione molto più costosa.

Meno drammatiche, ma pur sempre molto negative sono le indicazioni per quanto riguarda il futuro delle produzioni viticole dell’Australia (-74%) e della California (-70%). Più leggere le perdite per quanto riguarda l’uva da vino nella zona del Capo in Sud Africa (-44%) e del Cile (-40%). A preoccuparsi però non sono soltanto le aziende agricole. I mutamenti nel clima apriranno le porte per la produzione di uva di pregio in altre zone del mondo, alcune delle quali sottoposte a vincoli ambientali e fondamentali per la fauna locale.

>>Leggi i pericoli per le api derivati dai cambiamenti climatici

Se da un lato l’Europa sposterebbe molto del suo interesse dai territori italiani, francesci e spagnoli verso quelli dell’Inghilterra e degli altri territori a nord del Vecchio Continente, altrove la spinta verso nord porterebbe i coltivatori verso le zone del Parco Nazionale di Yellowstone negli USA e delle ultime foreste di bambù nella Cina centrale. Un territorio quest’ultimo che rappresenta l’ultimo habitat rimasto al panda gigante.

Una possibile seria minaccia per le specie animali coinvolte secondo Rebecca Shaw, scienziato presso l’Environmental Defence Fund e coautore dello studio:

Il vino va verso un cambiamento nel futuro, così come le specie selvatiche. Questo adattamento ha il potenziale di minacciare la sopravvivenza di queste ultime.

10 aprile 2013
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Lascia un commento