Buone notizie per le persone che hanno più di 60 anni e che non disdegnano un bicchiere di vino o di birra ogni tanto: il consumo moderato di alcol può aumentare la memoria. Lo rivela un recente studio condotto su 660 pazienti presso il Framingham Heart Study Offspring Cohort.

Secondo la ricerca, i pensionati che bevono un po’ dei loro alcolici preferiti riescono a ricordare meglio rispetto agli astemi e hanno un ippocampo più grande, quell’area del cervello che controlla la memoria. Scrivono gli autori che dopo i 60 anni il consumo moderato di alcol è associato alla memoria episodica e al volume dell’ippocampo. Rispetto agli astemi della stessa età, i consumatori moderati hanno una più forte memoria episodica.

Nello specifico ciò significa che quelle persone dai sessant’anni in su che hanno bevuto alcol in maniera controllata avevano una miglior memoria, soprattutto quella che richiama gli eventi come momenti, luoghi ed emozioni, ma anche un più grande ippocampo. Questo però non significa che possa essere una condizione uguale per tutti: potrebbe essere semplicemente una correlazione.

Alla fine dei conti, chi durante la vita ha consumato un po’ di birra o vino con moderazione potrebbe avere una salute migliore in tal senso rispetto a chi non lo ha fatto. Gli esperti però avvertono di non esagerare, infatti il cosiddetto “binge drinking” danneggia il cervello e questo è certo.

Un altro studio statunitense condotto alcuni anni fa ha scoperto che le persone anziane che bevono alcolici in quantità moderata possono aver un minor rischio di demenza senile.

L’importante è, secondo Christy Tangney dell’Università Medical Center di Chicago, non eccedere e superare un drink al giorno o al massimo due per gli uomini. Un bicchiere di vino a pranzo o a cena va dunque bene, di più no: gli effetti nel lungo termine saranno indubbiamente negativi.

24 ottobre 2014
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