Dopo l’etichetta VIVA, di cui vi abbiamo già parlato, al Vinitaly a Verona è stata presentata un’altra etichetta certificante la qualità ambientale del vino: l’eurofoglia, la certificazione europea per il vino biologico. In realtà si tratta di un simbolo noto, usato anche per altri prodotti, ma per la prima volta viene associato al vino Made in Italy.

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In fondo, il vino prodotto senza fitofarmaci e fertilizzanti chimici, secondo le direttive della coltivazione definita in inglese come “organic” e tradotta in italiano dal più improprio “biologico”, è un settore che in Italia si sta imponendo sempre di più. In generale, poi, è tutto il settore biologico a tirare nel nostro Paese, dove risulta uno dei pochi a segnare una crescita costante malgrado i difficili anni di crisi.

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Tornando a parlare di vino, l’Italia è ormai uno dei Paesi che anche internazionalmente fa da traino per la moda BIO. Per questo motivo, ieri a Verona, il Vinitaly ha ospitato l’incontro “Il vino biologico: testimonianze di produttori, di vini e di territori”. A organizzare il tutto il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali. Tra i protagonisti, piccoli e grandi produttori che hanno raccontato le difficoltà e le opportunità che questo settore, ancora di nicchia, comporta.

A tenere banco è stato però soprattutto il lancio della suddetta etichetta. In Italia abbiamo 50 mila ettari di vigneti a coltivazione biologica, ma non sempre seguono le nuove, e tanto attese, direttive europee. La sfida dei prossimi anni, e tutti nel settore ne sono coscienti, sarà quella di uniformare le definizioni e di regolamentare un settore al momento troppo anarchico.

A nostro parere, lo abbiamo già detto in passato, questo percorso è più importante del proliferare di sempre nuove etichette e di tecniche di “green washing”. In questo senso, crediamo che la notizia più confortante sia il sapere che nel nostro Paese già quasi mille cantine seguono le direttive europee.

10 aprile 2013
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