Sebbene il problema dello smaltimento dei rifiuti a Roma sia urgente, nessuna discarica verrà aperta a Corcolle, nei pressi di Villa Adriana. L’ha fatto sapere nella giornata di ieri il Ministro per l’Ambiente Corrado Clini, il quale ha lasciato intendere come il governo abbia a cuore le sorti di un sito dal patrimonio artistico e archeologico inestimabile.

Villa Adriana si trova a Tivoli, nella provincia di Roma, e i suoi secoli di storia – il complesso è stato fondato dall’Imperatore Adriano tra il 118 e il 138 – rischiavano di essere a messi a repentaglio dai vicini rifiuti di Corcolle. Un’opera architettonica sicuramente da proteggere, considerato come sia stata dichiarata nel 1999 patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Ieri Clini ha fatto sapere come l’ipotesi di Corcolle sia stata archiviata, quindi si dovrà ora trovare un altro sito di scarico per i rifiuti. Una decisione che ha spinto Giuseppe Pecoraro, Commissario delegato per il superamento dell’emergenza ambientale nel territorio della provincia di Roma, alle dimissioni.

Le reazioni di storici e ambientalisti sono state entusiastiche a seguito delle parole del Ministro dell’Ambiente, ma non tutti sembrano essere dello stesso avviso. L’esclusione delle località nei pressi di Villa Adriana, infatti, riporta l’emergenza rifiuti al punto di partenza. A dimostrarsi decisamente preoccupata è Renata Polverini, Presidente della Regione Lazio, la quale ha deciso di inviare una lunga missiva al governo di Mario Monti per esprimere il proprio disappunto:

«Gli esiti dell’odierno Consiglio dei Ministri aprono scenari imprevisti, e per certi versi preoccupanti, rischiando di interrompere un percorso, a nostro avviso fruttuoso e concreto, che aveva il solo scopo di dare alla Provincia di Roma e a Roma Capitale un sistema di trattamento dei rifiuti integrato degno del Paese e delle istituzioni che rappresentiamo.»

Per quanto sia preminente l’apertura di una nuova discarica per far fronte alle esigenze della Capitale, risulta lecito sottolineare come i rischi per il sito architettonico avrebbero potuto superare di gran lunga i vantaggi dello smaltimento dei rifiuti. Un pezzo di storia dell’Impero Romano prima, e dell’Italia poi, non avrebbe potuto sostenere l’impatto di un cumulo di ìinquinanti a cielo aperto, considerato anche i possibili danni sul turismo nonostante da tempo la zona non risulti essere estremamente frequentata. Polemiche a parte, rimane un solo quesito: dove sorgerà ora l’area di scarico?

26 maggio 2012
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Lascia un commento