I gatti strappati qualche giorno fa al contrabbando, e destinati alle cucine dei maggiori ristoranti in Vietnam, pare siano stati sepolti dalle autorità del posto. Intercettati all’interno di gabbie strette di bambù e trasportati stipati all’interno di un grosso camion, i felini erano stati segnalati nei pressi della capitale Hanoi e probabilmente derivati dal commercio cinese della provincia di Quang Ninh. Il consumo di carne di gatto e di cane, nonostante sia illegale, incontra una fortissima richiesta, in particolare da parte di clienti benestanti e ristoranti di lusso.

Secondo le indiscrezioni, gli animali salvati sarebbero comunque stati soppressi tramite sepoltura, alcuni forse ancora vivi. Le autorità, impreparate innanzi al grosso carico di gatti, sembra abbiano seguito le direttive imposte anche dall’assenza di documenti di trasporto e dalla mancanza di quarantena. Secondo le forze dell’ordine del distretto di Don Da:

“[…] molti di loro erano già morti, emanavano un odore terribile e c’era il rischio di sviluppare malattie, per questo li abbiamo abbattuti e seppelliti”.

Molti i gruppi animalisti e gli attivisti scesi in piazza per fermare la soppressione di massa, tante le suppliche e le richieste di clemenza rimaste inascoltate. In particolare il gruppo Asian Canine Protection Alliance, che ha come obiettivo la tutela dei diritti degli animali in Asia e che ha denunciato il massacro dei felini. Gli attivisti sospettano che, al momento della sepoltura, molti esemplari fossero ancora vivi. Una morte lenta e sofferta per questi piccoli quadrupedi che, nella zona vietnamita, sono molto richiesti e considerati come piccole tigri. Il consumo della loro carne è altissimo, nonostante la legge in merito sia molto chiara.

Tradizioni e culture antiche che non riescono a cedere il passo a scelte meno cruenti e dolorose. Favorite anche dall’assenza di leggi precise che possano tutelare i gatti, ma anche gli animali in generale, spesso maltrattati e abusati senza ripercussioni legali.

5 febbraio 2015
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