La legge è chiara: non si possono lasciare i cani di proprietà da soli in giardino. Non si parla di una tempistica limitata o ridotta, ma di un lasso di tempo prolungato, poiché equivale all’abbandono. A stabilirlo è stata la Corte di Cassazione, che ha confermato una condanna nei confronti di un uomo di Thiene, nella provincia di Vicenza, indifferente alla situazione del suo animale di affezione. Il piccolo, un esemplare di Pastore Tedesco, non solo viveva all’interno di un’area non vicina a casa. Ma risultava trascurato ed abbandonato al suo destino, tanto da presentare macchie di sangue, piaghe da decubito sul ventre, odore nauseabondo e difficoltà a reggersi sulle proprie zampe.

Secondo la Corte di Cassazione, le pessime condizioni in cui versava il povero cane hanno spinto verso una decisione molto importante, condannando l’uomo a pagare 2.000 euro di multa e le spese di giudizio. Il proprietario è stato indagato per reato di abbandono, condizione confermata da molti testimoni. Il povero quadrupede ha patito una vita di puro disagio, mentre l’uomo dovrà rispondere anche per:

L’omessa prestazione di cura e assistenza, dovuta ad un comportamento di trascuratezza colposa.

Il proprietario ha cercato di difendersi sostenendo che l’animale era ospite di un giardino di sua proprietà, e che la situazione di salute non era così chiara. Solo un veterinario, a suo dire, avrebbe potuto confermare lo stato di prostrazione subito. Ma la legge ha fatto il suo corso, confermando il reato commesso e sottolineando l’incapacità dell’uomo a comprendere il disagio del cane. Secondo la Corte di Cassazione il temibile e crudele reato di abbandono viene commesso:

non solo con comportamenti che offendono il comune sentimento di pietà e mitezza verso gli animali per la loro manifesta crudeltà, ma anche le condotte che incidono sulla loro sensibilità psico-fisica, procurandogli dolore e afflizione.

Ora il cane verrà sicuramente affidato a strutture adeguate e competenti, che si prenderanno cura della sua salute e del suo benessere.

19 settembre 2016
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I vostri commenti
lavinia, mercoledì 21 settembre 2016 alle10:52 ha scritto: rispondi »

Storie di animali commoventi ,per fortuna qualcuna anche a lieto fine!

Enrico Trillini, lunedì 19 settembre 2016 alle20:34 ha scritto: rispondi »

Ho sempre sostenuto che decidere di prendere un animale deve essere una scelta molto consapevole e responsabile, non un'atto dettato soprattutto da una voglia personale e men che meno per regalare un giocattolo un pò speciale ai propri bambini. Per questo ho ricevuto una valanga di contestazioni da parte delle persone cosiddette "normali". Ora anche la legge ed i fatti mi danno ragione. Meglio tardi che mai!

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